Secondo la Procura, sarebbe bastata una Tac per risalire alle sue effettive condizioni di salute

E' deceduto il 27 aprile 2014 Massimo Prestia, ginecologo in pensione, stroncato da un aneurisma. E dieci giorni dopo è stata risposta la riesumazione della salma. Una patologia che, secondo quanto accertato dalla Procura di Vibo Valentia, poteva essere diagnosticata il giorno in cui il professionista era stato portato al Pronto soccorso dell'ospedale Jazzolino a causa di un malessere con forti dolori addominali.

Le ipotesi degli inquirenti. Secondo la Procura, sarebbe bastata una Tac per risalire alle sue effettive condizioni di salute. Ora, per quella vicenda sono stati rinviati a giudizio due medici che devono rispondere di omicidio colposo in concorso. Si tratta di Giuseppa Bene, 59 anni, in servizio al Pronto soccorso e di Giuseppe Maccarone, 61 anni. Su entrambi, secondo il gup Lorenzo Barracco sarebbero emersi elementi di responsabilità in merito al decesso di Massimo Prestia. Parte civile si è costituita la famiglia del defunto. Nel procedimento è presente anche l'Asp con l'avvocato Anna Giamborino. I due sanitari  dovranno comparire davanti al giudice il prossimo 17 luglio.