Per lungo tempo – e, tutto sommato, ancora oggi – la parola “Patria” ha subito una vera e propria attività di ostracismo creando di fatto in intere generazioni un vuoto concettuale che rappresenta assenza di identità, di senso di appartenenza.
Il livello massimo di questa operazione pseudoculturale fu raggiunto nel 1977 con la cosiddetta legge dell’Austerity che con un colpo di spugna cancellò perentoriamente una serie di festività civili, tra le quali la festa della Repubblica il 2 giugno e la festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate il 4 novembre.

Se la festa del 2 giugno è stata per fortuna ripristinata, da ben 45 anni stiamo aspettando che il 4 Novembre, festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, torni ad essere festa effettiva di tutti gli italiani, com’è giusto che sia.

Una necessità affinché gli italiani possano, celebrando questa ricorrenza, riappropriarsi si un’identità; necessità della quale si è fatto interprete Pasquale Trabucco, che da 4 anni porta avanti questa vera e propria battaglia civica le cui tappe ha raccolto nel libro “L’Ombra della Vittoria – Il Fante tradito”, presentato nelle Sale CEV di Palazzo Gagliardi nel corso di un sentito dibattito condotto dalla giornalista Patrizia Venturino.