In occasione dei 25 anni dall'approvazione della legge sul riutilizzo dei beni confiscati, Libera ha realizzato un dossier interamente dedicato alla questione. Sono 4.786 i beni immobili confiscati dal 1982 ad oggi in Calabria: il 60% dei quali sono stati destinati dall'Agenzia nazionale per le finalità istituzionali e sociali mentre il 40% rimangono ancora da destinare.

La provincia di Reggio Calabria risulta quella con il maggior numero di beni confiscati destinati per finalità istituzionali e sociali con 2.097 mentre la provincia di Vibo Valentia risulta quella con più beni ancora da destinare (243). Sono invece 497 le aziende confiscate di queste il 41% è stata già destinata alla vendita o alla liquidazione, all'affitto o alla gestione da parte di cooperative formate dai lavoratori delle stesse; il 59 % è in questo momento ancora in gestione presso l'Anbsc. Anche qui la provincia di Reggio Calabria risulta quella con maggior numero di aziende già destinate alla alla vendita o alla liquidazione, all'affitto o alla gestione da parte di cooperative formate dai lavoratori delle stesse( 117) mentre sono 172 quelle ancora in gestione presso l'Anbsc.

"In questi 25 anni - sostiene Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera - abbiamo assistito a un lavoro straordinario: il lavoro della magistratura e delle forze di polizia per individuare i beni frutto degli affari sporchi delle mafie, e renderne operativa la confisca; il lavoro di associazioni ed enti pubblici per restituire davvero quei beni alla gente, trasformandoli in scuole, commissariati, centri aggregativi per giovani e anziani, realtà produttive che offrono lavoro pulito e rafforzano il tessuto sociale ed economico dei territori. Un enorme lavoro corale, insomma, che dopo 25 anni ci chiede però uno scatto ulteriore di impegno, intelligenza e determinazione. La legge può essere migliorata, potenziata sia nel dispositivo che soprattutto nell'attuazione"