Anci Calabria, affondo del presidente Callipo: "Iniqua la ripartizione delle risorse ai Comuni"
"L'Anci Calabria sarà al fianco dei Comuni che vorranno opporsi per via giudiziaria al riparto 2019 del Fondo di solidarietà comunale". È netta la presa di posizione di Gianluca Callipo, presidente di Anci Calabria, che si fa così interprete della preoccupazione sentita da un sempre maggiore numero di sindaci calabresi, alle prese in queste settimane con il calcolo delle risorse sulle quali poter contare per l'erogazione di servizi essenziali, come quelli nei settori del Sociale e dell'Istruzione. L'allarme nasce dalle pressanti conseguenze dei parametri di applicazione del federalismo fiscale, che rischia di aggravarsi in prospettiva con il regionalismo differenziato. Callipo ha messo nero su bianco questi concetti in una lettera che ha inviato a tutti i primi cittadini calabresi, con l'intento di sollecitare una presa di coscienza collettiva sulla problematica.
"L'Anci Calabria - ha scritto - intende impegnarsi in un'azione che è innanzitutto politica, per una diversa e corretta applicazione del federalismo fiscale e in particolare del riparto del fondo di solidarietà comunale (Fsc). Il primo passo è quello di sensibilizzare le Amministrazioni locali sul tema, approfondendo gli attuali criteri di riparto del fondo, attualmente 45% in base al costo standard e 55% derivante dai trasferimenti storici".
Dunque, ecco l'esortazione finale di Callipo: "Ce n'è abbastanza per reagire anche in sede giudiziaria, iniziativa che, relativamente all'impugnazione della ripartizione dell'annualità 2019, stanno attuando alcuni Comuni con in testa quello di Cinquefrondi. L'Anci Calabria condivide in pieno questa battaglia e la porterà avanti soprattutto dal punto di vista politico, sollecitando i sindaci a entrare nel merito di criteri stabili negli anni passati da un Legislatore forse poco attento a garantire adeguata tutela ai territori più deboli. L'obiettivo è quello di far capire all'attuale Governo e Parlamento che tali criteri sono insostenibili, oltre che incostituzionali, quindi è necessario che vengano rivisti".
