Truffa nei lavori di ammodernamento dell'A2, Anas e Provincia di Vibo ammesse come parti civili
Il gup del Tribunale di Vibo, Tiziana Macrì, ha ammesso la costituzione di parte civile dell'Anas, della Provincia di Vibo e dell'Ecosistem srl nell'ambito del processo scaturito dall'operazione "Chaos" che ha fatto luce su una serie di presunte irregolarità commesse nei lavori di ammodernamento del tratto autostradale compreso tra gli svincoli delle Serre e Rosarno. Rischiano di finire a processo 26 indagati tra dirigenti, funzionari e tecnici, tutti sotto inchiesta per ipotesi di reato che vanno dalla truffa al falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, dalla frode nelle pubbliche forniture all’abuso d’ufficio, perseguendo l’indebito arricchimento degli imprenditori che avrebbero lucrato ingenti somme non spettanti, in danno della stazione appaltante Anas s.p.a. Nell'ambito della stessa udienza le difese hanno chiesto l'incidente probatorio in quanto la perizia in atti trasmessa dal pubblico ministero risulta essere mancante di determinati accertamenti tecnici. Il giudice ha dunque rinviato tutto al prossimo 14 novembre al fine di dare tempo agli avvocati del collegio difensivo di specificare meglio i quesiti. In quella data verrà sciolta la riserva sull'incidente probatorio.
Operazione "Chaos". L'inchiesta - condotta dagli investigatori della Guardia di Finanza di Vibo - è scaturita in un'operazione scattata il 3 aprile del 2017 con il sequestro preventivo di beni per una valore di oltre 12 milioni di euro a carico di imprese e relativi rappresentanti legali coinvolti nelle indagini. Secondo le ipotesi d’accusa, sarebbero stati “attestati falsamente formulari di identificazione dei rifiuti di materiale fresato proveniente dalla demolizione di sovrastrutture stradali”. Sotto la lente d’ingrandimento anche “documenti falsi, quali i libretti di misura dei registri di contabilità” inerenti i lavori realizzati. “False” – secondo i magistrati – anche le attestazioni “del conferimento del quantitativo di rifiuti fresato dalla Cavalleri Spa alla Ecosistem, in realtà mai avvenuto”. La Procura, inoltre, punta il dito sulle presunte modifiche “arbitrarie” apposte “rispetto al progetto approvato dal presidente di Anas” tra gli svincoli di Mileto e Rosarno, “con il fine di risparmiare sui volumi di materiale da impiegare”. Libretti e registri avrebbero infatti falsamente attestato “l’esatta realizzazione, come da progetto, del profilo altimetrico del tratto autostradale oggetto della modifica”. Il tutto corredato da “importi fittizi”. Il danno verrebbe quantificato in oltre dodici milioni di euro, conseguenti a liquidazioni effettuate dall’ANAS (6,8 milioni in una circostanza, a 4,3 milioni in un’altra, ad 1,2 milioni in una terza circostanza).
