Vaiolo delle scimmie, 20 casi in Italia. La mappa del contagio in Europa e nel mondo
"La diffusione del vaiolo delle scimmie non è nemmeno paragonabile a quella del coronavirus. In Italia abbiamo 20 casi. Di questi, 19 hanno avuto storie di viaggi laddove c'è stata una catena di contagio. E forse, questo non è ancora confermato, un solo caso di contagio secondario. Però attenzione: con un'incubazione di un paio di un paio di settimane circa, avremo altri casi". Queste le parole del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, ospite alla trasmissione radiofonica 'Un giorno da pecora' su Rai Radio1. In generale per il vaiolo delle scimmie "non dobbiamo essere preoccupati", ha rassicurato Sileri, seppure sono comprensibili i timori "di una popolazione che ha vissuto e vive il Covid. Ma si tratta di cose completamente diverse per il meccanismo di trasmissione, il tipo di virus, per cosa succede dopo l'infezione, ma soprattutto per la terapia", ha puntualizzato il sottosegretario.
Vaiolo, l'ultimo aggiornamento dell'Ecdc
I dati dell'ultimo aggiornamento dell'Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, riferiscono che al 31 maggio risultano 557 i casi di vaiolo delle scimmie confermati nel mondo, di cui 321 nell'Ue/Spazio economico europeo e fra questi vengono conteggiate 14 infezioni segnalate dall'Italia (date che naturalmente non tiene conto degli ultimi aggiornamenti). In meno di una settimana il conteggio è salito di 202 casi in Ue/See (e di 9 in Italia).
Fuori dall'Unione europea, è il Regno Unito il Paese in cui il bilancio di monkeypox è salito di più: in 6 giorni si sono aggiunti un centinaio di casi, raggiungendo quota 179. In Ue i Paesi con più casi di Monkeypox confermati sono la Spagna che ne ha censiti 120 (+69 dal 25 maggio) e il Portogallo che ne conta 96 (+59). In totale gli Stati membri che hanno casi confermati sono 17. Fuori dall'Ue/See sono in totale 236 le infezioni confermate in Paesi non endemici: oltre ai 179 casi britannici, ne risultano 26 in Canada, 15 negli Usa, e i rimanenti sono distribuiti fra Argentina (2), Australia (2), Israele (2), Messico (1), Svizzera (4), Thailandia (1), Emirati Arabi Uniti (4). La maggior parte dei casi al di fuori di Regno Unito, Canada e Stati Uniti risulta collegata a viaggi. Tuttavia, vengono segnalati anche casi senza storia di viaggio nota, contatti con altri casi, animali o collegamenti con eventi specifici.
