Nel contesto dell’inchiesta di ieri sulla presunta base operativa del narcotraffico nello scalo reggino di Gioia Tauro, uno dei destinatari degli ordini di arresto è stato ritrovato e fermato in un vero e proprio bunker realizzato in un immobile di Platì e nel quale l’uomo si nascondeva evidentemente per sottrarsi alla cattura. A ritrovare il nascondiglio sono stati i gli uomini del Gico della Guardia di Finanza del capoluogo dello Stretto, con la collaborazione degli specialisti dello Squadrone Eliportato Cacciatori dei Carabinieri di Vibo Valentia.

Come è noto il blitz, scattato nella nottata di giovedì da parte delle Fiamme Gialle, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, ha portato a smantellare quella che è ritenuta dagli inquirenti la base logistica del traffico della droga che passava dal porto gioiese e che poteva contare sulla collaborazione di portuali infedeli e, da quanto emerso, anche di un addetto alla dogana. Nel corso dell’operazione di ieri sono stati eseguiti, compreso quest’ultimo, 36 arresti a carico di altrettante persone, 34 finite in carcere e due ai domiciliari, oltre al sequestro di beni ed imprese per circa 7 milioni di euro.