Non c’è tregua per la Casa Circondariale di Reggio Calabria "San Pietro". A soli pochi giorni dall’ultimo episodio critico, il carcere torna a essere teatro di una violenta aggressione ai danni del personale di Polizia Penitenziaria, un evento che riaccende prepotentemente i riflettori sulle condizioni di lavoro e di sicurezza all'interno dell'istituto.
​L'episodio si è verificato nel tardo pomeriggio di oggi, intorno alle 18:30. Secondo le prime ricostruzioni, un detenuto – profilo che appare legato a dinamiche di criminalità organizzata – ha aggredito con inaudita violenza un agente in servizio di sezione. Non contento, il ristretto si è scagliato anche contro un secondo poliziotto, intervenuto prontamente per cercare di riportare la calma e mettere in sicurezza l'area. Un atto scatenato, a quanto emerge, da motivazioni futili, ma che nasconde una sfida profonda e sistematica all'ordine costituito e alla divisa.
​Il grido d'allarme di Pasquale Montesano
​La reazione dell'OSAPP, attraverso la voce di Pasquale Montesano (Segreteria Generale), è netta e priva di margini di interpretazione:
​"Ci troviamo dinanzi a un sistema fuori controllo. La frequenza con cui si verificano queste aggressioni non è casuale, ma è il riflesso di un’istituzione che ha smarrito la gestione della sicurezza. I nostri agenti operano in condizioni disumane, con organici ridotti all'osso e senza gli strumenti necessari per fronteggiare soggetti ad alta pericolosità criminale. Non è più accettabile che la divisa venga trattata come un bersaglio".
​Il sindacato non si limita alla solidarietà verso i colleghi feriti – il cui stato di salute è ora al centro delle attenzioni – ma esige un intervento radicale dal Ministero della Giustizia. Per l'OSAPP, la gestione dell'istituto calabrese richiede una revisione immediata: ​potenziamento degli organici e
​politiche sui detenuti violenti.