'Ndrangheta: scarcerato ucraino residente a Maida. Chiesti per lui 13 anni
Il Tribunale collegiale di Catanzaro ha revocato la misura della custodia cautelare in carcere (detenuto dal 24 aprile 2013 ininterrottamente ) a Koval Vasil cittadino ucraino da anni residente a Maida, imputato di associazione per delinquere di stampo mafioso e di svariate ipotesi di estorsione pluriaggravata anche dall'art.7 della legge antimafia. Il Koval è indicato dal collaboratore di giustiziano, Matteo Vescio, come l'esecutore materiale di molteplici estorsioni che sistematicamente dal 2005 sino al 2010 venivano consumate nei riguardi degli autisti dei bus in partenza ed in arrivo dai Paesi dell'Est verso Lamezia e Catanzaro.

In data 12 aprile 2016 la difesa del Koval (avvocati Domenico Folino del Foro di Lamezia e Diego Brancia del Foro di Vibo Valentia), dopo la requisitoria del pm che aveva avanzato una richiesta di pena pari a 13 anni di reclusione, depositavano una richiesta di rimessione del procedimento alla Corte di Cassazione per legittimo sospetto, chiedendo al Tribunale di sospendere il dibattimento in attesa della decisione.
Il legittimo sospetto, secondo la difesa, si sarebbe fondato sulle dichiarazioni del presidente della Commisione Parlamentare antimafia, Rosy Bindi, in visita in Calabria tali da condizionare la decisione del Collegio catanzarese, attesa la promessa dell'onorevole Bindi di una legge speciale per la Calabria al fine di rispondere alla recrudescenza della criminalità.
In data 24 aprile 2016 sarebbero decorsi i termini durata massima della custodia cautelare (pari a tre anni) e, comunque , la difesa nel chiedere la sospensione del dibattimento, aveva anche avanzato istanza di revoca della misura a cui il Koval dal 24 aprile 13 era sottoposto, senza che fosse mai intervenuta la sentenza di primo grado.

Il Tribunale pur invitando la difesa a discutere all'udienza del 12.04.2016 ha rinviato la pronuncia del dispositivo al 12 maggio 2016 ed in data 22 aprile 16 ha revocato la misura cautelare personale disponendo l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per due volte al giorno e l'obbligo di dimora nel comune di Mida e disponendo al contempo per l'ucraino il divieto di espatrio e la revoca del passaporto.
Vasil Koval è accusato di aver preso parte, 'l'operazione "On the Road", ad un'associazione mafiosa composta da stranieri e da qualche calabrese con estorsioni consumate nella zona di piazza d'Armi a Catanzaro. Nei suoi confronti il pm ha chiesto la condanna a 13 anni di carcere.
