Amministrative Vibo, l'analisi: "Bocciati i candidati contrari alla fusione tra Comuni"
"L'esito elettorale delle recentissime consultazioni amministrative del Vibonese, restituisce alcuni dati di significativa importanza. Ci permettiamo, perciò, di avanzare alcune riflessioni". E' quanto scrive in una nota "Progetto Valentia" in riferimento alle ultime amministrative.
Intanto, viene evidenziato il dato che, in alcuni "comuni della Provincia di Vibo Valentia, la partecipazione dell'elettorato sia in ulteriore ed irreversibile declino, con sacche di astensionismo veramente preoccupanti, verosimilmente, conseguenza, della presenza effettiva di un numero di residenti di gran lunga inferiore a quelli censiti all'anagrafe; che nei meno popolosi enti locali, per eleggere un sindaco, siano stati sufficienti i voti che - di regola - vengono attribuiti ad un consigliere comunale della Città capoluogo, questo a dimostrazione della frammentarietà delle dinamiche demografiche e della superfluità dei Comuni "polvere"(non più in grado di erogare servizi)".
Infine, viene registrata "una sonora sconfitta elettorale di quei candidati che a vario titolo hanno "bollato" come anti-democratica e predatoria la proposta di fusione avanzata dal "Progetto Valentia". Tutto ciò si è verificato per coloro i quali ambissero alla carica di sindaco, respingendo (ante-litteram), qualsivoglia forma di confronto sul tema della fusione, strumentalizzandone la questione e trasformandola in una furibonda "guerra di religione". Tutto ciò, evidentemente, non ha convinto gli elettori, molto probabilmente più disponibili ad ascoltare le ragioni di un'idea risolutiva dello stato di sottosviluppo del Vibonese. Lo stesso dicasi per quei candidati alla carica di consigliere, pure inseriti nella fila degli schieramenti vincenti, che dalle pubbliche piazze hanno irriso (secondo il loro punto di vista) il progetto di nascita di un nuovo ente locale da 80.000 residenti".
