Ripartire dal Mezzogiorno, con il Pd protagonista: il monito forte di Speranza e Stumpo
Ad un convegno tenutosi a Vibo Valentia e organizzato da Antonio Lo Schiavo strali nei confronti di una classe politico-istituzionale del territorio inadeguata
“Senza il Meridione l'Italia non riparte. Il Pd deve essere sempre un punto di riferimento. Questo non è un partito che si candida per partecipare ma per vincere”. Roberto Speranza, in città per un convegno sul mezzogiorno per un'iniziativa tenuta dall'ex capogruppo del Pd al comune capoluogo Antonio Lo Schiavo ha lanciato messaggi abbastanza chiari pur senza sbottonarsi del tutto. E non ha evitato qualche riferimento pure alle divisioni successive alle ultime elezioni, costate la guida del gruppo all'ex candidato: “Antonio Lo Schiavo – ha detto Speranza – è una figura di primo piano, è stato il nostro candidato. Lo abbiamo sostenuto tutti insieme compresi il governatore e i nostri parlamentari. Sarebbe errore grave se il Partito democratico dopo quella scelta decidesse di chiudersi. Bisogna ripartire da quel protagonismo”. Un monito chiaro dopo le ultime vicende ad unire le forze allo scopo di evitare ulteriori passi falsi alla prova delle urne.
Operazioni antindrangheta. Non sono mancati da Speranza alcuni riferimenti alle ultime operazioni contro la criminalità organizzata: “Abbiamo rispetto delle iniziative della magistratura. Il Pd deve essere il partito della trasparenza e della legalità che chiede prima di altri – in questi casi – che la verità venga a galla”. Al dibattito ha partecipato pure Nico Stumpo che si è soffermato su Lavoro, legalità e sviluppo. "Tre buchi neri per il Sud rispetto ai quali - ha chiosato - serve uno scatto d'orgoglio"
La partecipazione. Affermazioni che hanno trovato larga eco nel corso del convegno per la presentazione di un nuovo laboratorio politico al quale hanno partecipato rappresentanti di tutte le forze civiche e politiche presenti sul territorio e non solo. Da Luciano a De Nisi, passando per i vari Soriano, Fera, De Filippis, Insardà. E da altre aree della Calabria sono arrivati Giuseppe Aieta, Vincenzo Ciconte e Nico Stumpo. Aula stracolma, insomma, per una iniziativa che -escluso il gruppo consiliare dem - ha richiamato molte altre figure. A loro si è rivolto Lo Schiavo rammentando come “i partiti politici non possono essere ridotti a contenitori di voti”. Non sono mancate le frecciate nei confronti di una “rappresentanza istituzionale non all'altezza delle sfide complesse che attendono la nostra terra”. Bandendo le vie di mezzo, l'esponente del Pd ha sottolineato come “senza legalità non ci sia sviluppo, né l'assenza dello stato possa giustificare il ricorso a una terza via. Quella della criminalità organizzata".
