Armi nel ripostiglio a Vibo: Tdl annulla arresto per il padre, figlio ai "domiciliari"
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip di Vibo il 3 febbraio scorso nei confronti di Leonardo Barbalaco, 50 anni, di Vena superiore, frazione di Vibo Valentia, accusato di detenzione illegale di armi e munizionamento da guerra, nonchè ricettazione in concorso.

I giudici del Riesame hanno accolto il ricorso presentato dall'avvocato Salvatore Sorbilli e Demetrio Procopio sostenendo che Leonardo Barbalaco non era il solo ad essere in possesso delle chiavi del locale dove è stata rinvenuta una pistola calibro 9×19 con matricola abrasa e 114 munizioni dello stesso calibro. Il fatto poi che il figlio Domenico, 32 anni, pure lui arrestato con le medesime accuse del padre, e posto ai "domiciliari", in sede di interrogatorio di garanzia si sia assunto la responsabilità della detenzione delle armi e delle munizioni, secondo i giudici del Riesame pone seri dubbi in ordina alla gravità indiziaria a carico di Leonardo Barbalaco e da qui l'annullamento dell'ordinanza nei suoi confronti e la totale remissione in libertà.
Le armi erano state ritrovate dai carabinieri nel corso di una perquisizione in contrada “Vaccaro” nella frazione Vena Superiore.

Le armi e le munizioni erano nascoste in un ripostiglio. La pistola, una Glock proveniente dal mercato nero estero, era perfettamente oleata e corredata di un caricatore con 14 colpi. Con l’arma, nella stessa scatola, erano stati rinvenuti anche 114 colpi calibro 9×19 caricati artigianalmente. (g.b.)
