Operazione sinergica tra la Questura e le unità speciali dello Sco. In carcere uno dei presunti autori del delitto. Si tratta di un 26enne di Piscopio. Ecco le immagini dell'omicidio in 3D

Lo hanno atteso davanti al cancello di casa, su una strada sterrata parallela alla strada statale 18, in contrada Suriano nella frazione di Longobardi di Vibo Valentia e lo hanno giustiziato con una dozzina di colpi di pistola  Poi si sono dileguati in mezzo alla campagna e sono risaliti fino alla statale 18 utilizzando come via di fuga una sorta di sentiero che li ha portati all'auto parcheggiata dietro una casupola diroccata. E' quanto si vede nella ricostruzione in 3D dell'agguato che è costato la vita a Francesco Fiorillo, ucciso la sera del 15 dicembre del 2015 da almeno due killer. Uno dei due sarebbe Antonio Zuliani, 26 anni di Piscopio, già noto alle forze dell'ordine e coinvolto nell'inchiesta antidroga "Giovani in erba" messa a segno un paio di mesi fa dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia.

Antonio Zuliani

Operazione "Match". Gli stessi investigatori, coordinati dal dirigente Giorgio Grasso e dal suo vice Cristian Maffongelli, con il prezioso contributo delle unità speciali dello Sco, il Servizio centrale operativo della polizia, ritengono di aver compiuto un passo decisivo verso la soluzione di un vero e proprio "cold case". Decisivo un guanto di lattice che uno dei due killer ha abbandonato a 75 metri dal cadavere, quasi sul ciglio della strada. Fondamentale, quindi, il sopralluogo operato nella circostanza dalla polizia giudiziaria e da quella scientifica che ha permesso di trovare e mettere a reperto un paio di guanti in lattice, di cui uno con l’indice tagliato, custoditi all’interno di una busta e trovati sulla via di fuga utilizzata dai killer. Le analisi successive e gli accertamenti tecnici hanno permesso agli inquirenti di individuare tracce di residui di polvere da sparo sul guanto che aveva il dito indice tagliato, sul quale è stato isolato il profilo biologico di un individuo di sesso maschile. Un primo puzzle nella ricostruzione del complicato mosaico. Gli investigatori si sono quindi mossi a cerchi concentrici, iniziando dalla sfera privata della vittima ed allargando le indagini fino ad arrivare alla comparazione del Dna trovato sul guanto in lattice con quello di Antonio Zuliani. L'attività investigativa è quindi proseguita con l'analisi delle celle e dei tabulati telefonici che hanno dato un ulteriore riscontro alla pista investigativa imboccata dagli inquirenti. Secondo gli accertamenti tecnici effettuati dalla Squadra Mobile e dallo Sco, la sera dell'agguato il 26enne di Piscopio sarebbe stato sulla scena del crimine. Per meglio cristallizzare il luogo dove è avvenuto l'agguato si è poi deciso di ricostruire i momenti salienti dell'omicidio con la grafica 3D, principale novità di un'inchiesta che non è assolutamente chiusa. 

https://youtu.be/uzvs3-jo8ZE

Mistero sul movente. Restano da chiarire diversi interrogativi che ruotano intorno all'efferato delitto. Preso uno dei presunti killer, resta ancora da individuare la seconda persona e capire se in auto ad attendere i due autori dell'omicidio ci fosse un terzo soggetto. Di sicuro a sparare sono stati in due e su questo punto gli investigatori non hanno assolutamente dubbi. Sono stati trovati una dozzina di bossoli sparati da due diverse pistole. Resta ancora misterioso il movente. Sotto questo profilo gli inquirenti non si sbilanciano ma sembrano comunque avere le idee molto chiare. Due le piste seguite per capire il contesto nel quale è maturato l'omicidio di Fiorillo. La prima riguarda le sue tendenze sessuali ed un presunto giro di prostituzione minorile; l'altra invece il giro di droga al quale, in qualche modo, risulta legato Zuliani. Ipotesi investigative sulle quali si sta lavorando per l'ulteriore step di un'indagine che promette sviluppi nel breve periodo. Alla conferenza stampa alla quale hanno preso parte il sostituto procuratore della Procura di Vibo Concettina Iannazzo, il questore di Vibo Filippo Bonfiglio, i dirigenti delle Unità speciali dello Sco Francesca Romana Capaldo e Marco Melandri, il capo della Mobile Giorgio Grasso con il suo vice Cristian Maffongelli. 

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