Il governo, dopo la marcia indietro sull’aumento della cedolare secca per gli affitti canone concordato, con un risparmio medio di circa 151 euro, cancella anche l’annunciato incremento dell’imposta di registro sugli immobiliLa doppia operazione conferma che l’esecutivo ritiene che toccare la casa abbia un costo politico elevato, ma le associazioni dei proprietari si mostrano soddisfatti. All’orizzonte c’è l’accorpamento Imu-Tasi, che il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, valuta «a gettito invariato». Ma che, per i vertici di Confedilizia, non è detto che sia così neutrale. E, anzi, almeno nella due città di Roma e Milano, potrebbe portare a un aggravio di oneri per i cittadini.

Senza contare che, secondo l’ultima bozza della legge di Bilancio, in cantiere c’è anche il varo della cosiddetta local tax, che dovrebbe prendere il posto, dal 2021, della tassa sull’occupazione di suolo pubblico e sulla pubblicità cittadina (affissioni, insegne, vetrine): i Comuni in questo caso potrebbero incrementare le tariffe previste dalla legge. Il che si tradurrebbe in un aggravio per negozi, attività commerciali, esercizi pubblici.

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