Il caso era stato sollevato dai genitori di un bambino che, secondo l'accusa, era stato costretto a cambiare scuola. I docenti erano stati raggiunti da un avviso di garanzia

Sono rimasti per circa due anni con il fiato sospeso. Ma alla fine hanno avuto giustizia i docenti della scuola media di Mileto accusati di aver maltrattato alcuni studenti. Non essendo stato rinvenuto riscontro dei fatti contestati, risalenti al periodo compreso tra l'autunno 2014 ed il luglio 2015, sono stati prosciolti "per infondatezza della notizia di reato", Nazzareno Carnovale, 37 anni, Rita Dotro, 63 anni, Maria Barone, Elisabetta Montagnese, 64 anni, Domenica Pontoriero, 55 anni e Giuseppina Prostamo (preside). 

L'inchiesta. I docenti erano stati raggiunti da un avviso di garanzia con contestuale notifica di conclusione delle indagini nel febbraio dello scorso anno. Secondo la pubblica accusa "con condotte attive di sistematica umiliazione reiterate nel tempo, alternate a condotte di omesso intervento, connotate da deliberata e consapevole indifferenza e trascuratezza, a fronte di atti di bullismo posti in essere dai compagni di classe del ragazzo loro affidato per ragioni di educazione ed istruzione", avrebbero maltrattato il minorenne "cagionandogli penose condizioni di vita e un diagnosticato disturbo con tratto ansioso-depressivo reattivo a stress" tanto da indurre i  genitori al trasferimento ad altra scuola. 

Il verdetto. Le memorie difensive presentate e la valutazione del gip Lorenzo Barracco che ha emesso l'ordinanza di archiviazione hanno dimostrato la totale estraneità ai fatti contestati. In particolare "nonj sono emersi elementi indicativi nè un'attività degli insegnanti tesa a maltrattare il ragazzo, nè di inerzia di costoro dinanzi alle condotte di schermo operante dai compagni. Al contrario è emerso - ha concluso - come essi si siano invece adoperati positivamente a difesa dell'alunno, quando ne è sorta la necessità".