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Dopo quasi mezzo secolo trascorso dietro le sbarre, Domenico Papalia lascia il carcere per proseguire la detenzione agli arresti domiciliari. Il Tribunale di sorveglianza di Bologna ha accolto l’istanza presentata dai legali dell’81enne originario di Platì, valutando il grave quadro sanitario legato a una patologia oncologica.

Papalia, detenuto ininterrottamente dal 1977, ha lasciato il penitenziario di Parma e sconterà la pena fuori dall’istituto carcerario, almeno in questa fase, lontano dalla Calabria. La decisione è arrivata dopo una serie di richieste avanzate dalla difesa negli anni precedenti e respinte.

Ritenuto dagli investigatori una figura di primo piano della criminalità organizzata calabrese, Papalia nel corso della sua lunga vicenda giudiziaria ha riportato diverse condanne definitive, tra cui l’ergastolo per l’omicidio dell’educatore carcerario Umberto Mormile, indicato come eseguito su suo mandato. È stato invece assolto, dopo revisione del processo, dall’accusa relativa all’omicidio del boss Antonio D’Agostino.

Il provvedimento dei giudici riguarda esclusivamente le modalità di esecuzione della pena e non incide sulle sentenze definitive già emesse. Il nome di Papalia è rimasto per decenni al centro di importanti indagini sulla ’ndrangheta e delle ricostruzioni investigative sul ruolo dei vertici dell’organizzazione criminale calabrese.