Il boss che fu profeta: "Presto una maxi-operazione con 200 arresti"
Una profezia, quella di Francesco Patitucci, reggente della ‘ndrangheta federata di Cosenza, che risale al giugno del 2019. È quanto scritto dal Corriere della Calabria, in un articolo dove vengono riportate le intercettazioni nell’ambito della maxi-inchiesta che ha portato all’arresto di oltre 200 persone nella zona di Cosenza.
“Per come so io ci dovrebbe essere un blitz sopra i cento indagati. Poi però dicono che ci dovrebbe essere un blitz grosso, grosso, 200-250 persone indagate”. È un “si dice” che fa drizzare le antenne al suo interlocutore, Sergio Raimondo, detto Francesco. La conversazione avviene nell’abitazione del boss succeduto a Ettore Lanzino nella reggenza della struttura mafiosa della città dei Bruzi. Raimondo – pare quasi un dettaglio davanti alla maxi operazione della Dda di Catanzaro – non dovrebbe trovarsi in quell’appartamento: è agli arresti domiciliari, potrebbe allontanarsi soltanto per visite e cure mediche.
In quel caso partecipa a una sorta di summit che viene intercettato dalle cimici degli investigatori. La captazione viene considerata determinante per dimostrare che Raimondo avrebbe violato la misura degli arresti domiciliari per agevolare il “gruppo mafioso” nonostante i rischi di aggravamento della misura. In quell’incontro che i magistrati considerano un summit di ‘ndrangheta, Patitucci e Raimondo si lasciano andare a riflessioni sul loro e sugli altri clan.
