Operazione Jonny, don Scordio esce dal carcere e va ai domiciliari a Rovereto
Dopo 167 giorni di detenzione, l'ex parroco di Isola Capo Rizzuto ha lasciato il carcere di Vibo Valentia per trasferirsi in una comunità religiosa del trentino
Sono stati concessi gli arresti domiciliari a don Edoardo Scordio arrestato nello scorso mese di maggio nell’ambito dell’operazione Jonny. Il Tribunale del Riesame ha accolto la richiesta avanzata dal collegio difensivo dell’ex parroco di Isola Capo Rizzuto composto dagli avvocati Tiziano Saporito, Mario Saporito e Armando Veneto. I legali del prete nella loro istanza hanno sostenuto che non ci sono più le condizioni di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove per continuare a tenere in carcere l’anziano parroco.
Ai domiciliari. A don Scordio – che si trovava nel carcere di Vibo Valentia – sono stati stati concessi gli arresti domiciliari a Rovereto, in provincia di Trento, presso la casa religiosa dei padri rosminiani che hanno dato la loro disponibilità ad accoglierlo. Il parroco è già partito dall’aeroporto di Lamezia per raggiungere Rovereto.
Operazione Jonny. Don Scordio era stato arrestato insieme ad altre 68 persone (tra cui l’ex governatore della Misericordia, Leonardo Sacco che è nel carcere di Rebibbia a Roma) con le pesanti accuse di associazione mafiosa e per aver distratto a favore della cosca Arena i fondi destinati alla gestione del Centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto.
