Un sistema criminale tentacolare, capace di tenere sotto scacco imprenditori e commercianti tra le province di Catanzaro e Crotone, con proiezioni economiche fino in Lombardia, Liguria e Piemonte. Davanti al Tribunale collegiale di Crotone, il pubblico ministero della DDA, Veronica Calcagno, ha tracciato le conclusioni del rito ordinario scaturito dalla maxi-inchiesta “Karpanthos”, chiedendo condanne esemplari per i 14 imputati alla sbarra (per un quindicesimo è stato chiesto il non luogo a procedere causa decesso).

L’indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro, ha documentato la rigenerazione della storica cosca Carpino di Petronà – un tempo protagonista di sanguinose faide – e il suo patto d’acciaio con il gruppo dei “Cervesi”. Entrambe le realtà, secondo l’accusa, gravitano oggi sotto l’influenza del potente "Locale" di Mesoraca.

Il quadro emerso è quello di una multinazionale del crimine dedita a estorsioni, rapine a mano armata, riciclaggio e un fiorente traffico di stupefacenti alimentato dai canali di Cutro e Mesoraca. Le prove, cristallizzate in intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno rivelato una pressione asfissiante sul territorio della Presila, dove incendi e danneggiamenti erano il "metodo ordinario" per imporre il pizzo.

L’elenco delle richieste di condanna

Il PM ha sollecitato pene che variano dai 18 anni ai 4 mesi di reclusione, oltre a pesanti sanzioni pecuniarie. Di seguito il dettaglio degli imputati e delle richieste avanzate:

  • Pietro Paolo Scalzi (alias Piero o Rapino, Petronà): 18 anni di reclusione e 6.000 € di multa;
  • Venanzio Scalzi (Petronà): 15 anni e 6.000 € di multa;
  • Alessandro Cropanese: 12 anni di reclusione;
  • Giulietta Ascone (Polistena): 12 anni e 4.000 € di multa;
  • Luciano Ascone (Cinquefrondi): 12 anni e 4.000 € di multa;
  • Giovanni Greco (Catanzaro): 10 anni, 6 mesi e 4.000 € di multa;
  • Giuseppe Colosimo (Petronà): 9 anni e 10.000 € di multa;
  • Giovanni Antonio Evalto (Seminara): 7 anni di reclusione;
  • Leonardo Zoffreo (Cutro): 6 anni e 1.500 € di multa;
  • Angelo Elia (Cerva): 5 anni e 12.000 € di multa;
  • Antonio Scerbo (Isola Capo Rizzuto): 4 anni e 10.000 € di multa;
  • Rosario Severini (Borgia): 4 anni e 6 mesi di reclusione;
  • Giuditta Gaglione (Crotone): 2 anni di reclusione;
  • David Berlingieri: 4 mesi e 800 € di multa;
  • Francesco Serrao (Mesoraca): Richiesto non luogo a procedere per morte del reo.

Mentre il filone abbreviato si è già concluso con 42 condanne, per questo troncano ordinario la parola passa ora alle difese. Il calendario giudiziario prevede l’inizio delle arringhe difensive per il prossimo 30 aprile, data che segnerà l'ultimo atto prima della sentenza del Tribunale di Crotone.