Si chiude il caso che ha sconvolto la Calabria: condannato il padre che permise gli abusi sulle figlie
Si è concluso con una condanna a sette anni e sei mesi di reclusione il processo a carico del padre di tre ragazze di San Giovanni in Fiore, coinvolte in una drammatica vicenda di abusi sessuali. L’uomo, difeso dall’avvocato Vincenzo Tiano, è stato riconosciuto colpevole di aver agevolato e consentito gli incontri tra le figlie — due delle quali minorenni e con lievi disabilità cognitive — e un amico di famiglia, già condannato in un procedimento separato.
Il Tribunale di Cosenza, dopo un processo celebrato con rito ordinario, ha accolto solo in parte le richieste dell’accusa, che aveva invocato undici anni di carcere. Con questa decisione si chiude uno dei casi più dolorosi degli ultimi anni per la comunità silana, segnata da una storia di degrado e sofferenza.
Le indagini dei carabinieri erano partite nel 2021, dopo la segnalazione delle insegnanti delle tre sorelle, che avevano notato comportamenti insoliti e segni di disagio. Da quella denuncia è emerso un contesto familiare fragile, in cui gli abusi sarebbero avvenuti nell’abitazione di famiglia, trasformata in luogo di incontri con l’amico di famiglia, in cambio di modeste somme di denaro.
L’autore materiale delle violenze, un 46enne del posto, era già stato condannato nel novembre 2022 a otto anni di carcere con rito abbreviato. Anche la madre delle ragazze aveva ricevuto la stessa pena per aver favorito e permesso gli abusi, oltre ad aver messo a disposizione la casa per gli incontri.
Entrambi i genitori, già nel gennaio 2022, erano stati privati della potestà genitoriale e sottoposti all’obbligo di firma. La sentenza di oggi, oltre a sancire la responsabilità penale del padre, rappresenta l’epilogo giudiziario di una vicenda che ha profondamente scosso la comunità e posto ancora una volta l’accento sull’importanza della vigilanza e del coraggio di chi segnala situazioni di sospetto abuso.
