E' un vero e proprio calvario quello che stanno vivendo circa mille persone. Dopo il danno di una trasfusione con sangue infetto, la beffa degli indennizzi che non arrivano

L’impegno di erogare con puntualità gli indennizzi agli emodanneggiati è stato preso lo scorso 29 ottobre dalla Regione Calabria ma a distanza di quasi tre mesi la situazione non è cambiata granché. Costretti ormai a richiedere ripetuti incontri per ottenere quello che è “un diritto” gli emodanneggiati calabresi annunciano nuove barricate.

Impegni disattesi. Risultano ad oggi disattesi infatti gli impegni che la Regione Calabria avrebbe assunto nel corso di un incontro avuto lo scorso 29 ottobre con una delegazione rappresentante i soggetti che hanno contratto malattie infettive a seguito di interventi e trasfusioni contaminate. In quella sede il capo di gabinetto del governatore, Gaetano Pignanelli; il dirigente generale reggente del dipartimento Bilancio, finanze e patrimonio, Filippo De Cello e i rappresentanti del dipartimento Tutela della Salute, Riccardo Fatarella e Giacomino Brancati avrebbero dato rassicurazioni sulla volontà dell’amministrazione regionale di uscire dalla spirale di ritardi che ha da sempre caratterizzato l’erogazione delle risorse a questa particolare categoria.

Le rassicurazioni. La presidente dell’associazione che riunisce gli emodanneggiati calabresi, Rosina Mendicino, ha dichiarato che in quell’occasione la Regione Calabria aveva fornito ampie rassicurazioni sulla volontà di erogare con regolarità le risorse relative all’ultimo bimestre dell’anno scorso (novembre, dicembre) e di predisporre sul bilancio preventivo un impegno di spesa di 8 milioni da destinare agli indennizzi da erogare nel 2016.

Nulla di tutto ciò. L’ultimo bimestre del 2015 è trascorso e la presidente dell’associazione emodanneggiati ha fatto sapere di non aver ancora percepito gli indennizzi e anche per quanto riguarda le risorse inserite nel bilancio di previsione nutre forti dubbi. “Si vocifera – spiega la presidente – che la Regione abbia l’intenzione di utilizzare gli 8 milioni non per saldare le indennità relative al 2016 ma per rimborsare gli arretrati sulle rivalutazioni. Se così fosse siamo pronti a tornare sotto la sede della Cittadella regionale per avere chiarimenti in merito”.