Rifiuti pericolosi interrati nel Vibonese, prescrizione in arrivo per 12 imputati
L'inchiesta "Poison" della Procura della Repubblica di Vibo aveva portato alla luce uno smaltimento di fanghi provenienti da tre centrali Enel in località Tranquilla di San Calogero
Centotrentamila tonnellate di rifiuti provenienti dalle centrali termoelettriche a carbone di Brindisi, Priolo, Gargallo e Termini Imerese interrati in un'area del Vibonese. Esattamente in località Tranquilla di San Calogero, ritenuta dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia "la discarica dei veleni più pericolosa d'Europa".
Metalli pesanti a ridosso di agrumeti e di terreni coltivati da cui si ricavavano mattoni per abitazioni. Il traffico di rifiuti pericolosi era stato portato alla luce dall'operazione denominata Poison - condotta dal procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo e dal sostituto Fabrizio Garofalo - dalla quale era emerso lo smaltimento illecito delle sostanze tra il 2000 e il 2007. Ad alzare l'attenzione, anche l'alta incidenza di tumori nella zona. Un allarme che non ha portato negli anni ad alcuna bonifica.
Ora, a distanza di tempo, anche il lavoro della magistratura viene definitivamente vanificato dalla prescrizione. Nei giorni scorsi si è registrato l'ennesimo rinvio di un'udienza. E alla ripresa dei lavori non rimarrà che dichiarare i reati prescritti. Eppure il giro d'affari derivato dallo smaltimento di fanghi provenienti dalle tre centrali Enel sarebbe stato di ben 18 milioni di euro.
Dodici le persone finite al tempo sul banco degli imputati: Giuseppe Romeo, socio e dipendente della Fornace Tranquilla, Umberto Acquistapace, Stefano Romeo, Angelo Vangeli, Vito Sabatelli, Antonio Roma, Angelo Ippolito, Giuseppe Marraffa, Vito Sacco, Luciano Mirko Pistillo, Carlo Aiello, Diego Baio. Avrebbero dovuto rispondere di disastro ambientale colposo. Ma il processo ha finito per infrangersi contro la lentezza della giustizia.
