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È tornato in libertà Gregorio Bellocco, esponente di vertice dell’omonima cosca di ’ndrangheta di Rosarno. Il boss, classe 1955, ha lasciato il carcere nel giugno del 2025 dopo aver scontato circa vent’anni di detenzione, ma la notizia è emersa solo nelle ultime ore. Attualmente Bellocco si trova in regime di libertà vigilata, dopo un periodo di sorveglianza speciale successivo alla scarcerazione.

Considerato per anni uno dei principali riferimenti criminali della Piana di Gioia Tauro, Bellocco aveva guidato il clan di Rosarno anche durante una lunga latitanza. Inserito dal 1996 nell’elenco dei latitanti più pericolosi d’Italia, era divenuto reggente della cosca dopo l’arresto del cugino Umberto Bellocco. Per circa un decennio era riuscito a sottrarsi alla cattura, spostandosi tra rifugi e bunker nelle campagne della zona.

La sua latitanza si concluse il 16 febbraio 2005, quando i carabinieri lo arrestarono all’interno di un bunker nelle campagne di Rosarno, al termine di un’operazione che aveva progressivamente ristretto il cerchio attorno al boss. In precedenza era riuscito a sfuggire a un blitz nel dicembre 2003 ad Anoia, nella Piana di Gioia Tauro, occasione in cui fu arrestato un altro esponente della famiglia.

Bellocco si era reso irreperibile dopo l’emissione, nel 1994, di un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione “Isola Felice”, condotta dai carabinieri del Ros contro la cosca di Rosarno. La sua scarcerazione riporta ora l’attenzione investigativa su uno dei clan storici della ’ndrangheta calabrese.