'Ndrangheta nel Vibonese: il territorio sotto il controllo del clan (NOMI)
Un "invito" a tavola rifiutato ha provocato minacce e violenza fisica, secondo quanto emerso dall'operazione della Dda di Catanzaro che ha portato all'arresto di 14 presunti membri della 'ndrangheta delle Preserre, nel Vibonese. L'inchiesta, per come riporta "il Corriere della Calabria", ha rivelato anni di omicidi, estorsioni e violenze nei comuni di Acquaro, Gerocarne, Soriano e Dasà, sotto il controllo opprimente delle 'ndrine. Il potere era alternato tra le famiglie Maiolo e Loielo, coinvolte in una faida culminata nella strage di Ariola. La prevaricazione passava anche attraverso episodi quotidiani, come l'aggressione a un estraneo di Fabrizia, colpevole di non essersi seduto al tavolino del bar con il presunto boss, invitato dal fratello.
La tipica domanda "Ma tu lo sai chi sono io?" è stata posta da Francesco Maiolo (classe 1979), fratello di Angelo, entrambi arrestati e ritenuti al vertice della loro famiglia. La vicenda, intercettata dagli investigatori, racconta come l'ira di Maiolo sia stata scatenata dal rifiuto del ragazzo di sedersi al tavolino del bar con loro. Angelo Maiolo, descrivendo dettagliatamente l'accaduto, ha raccontato dell'arrivo del ragazzo con un'Audi A3 al bar e dell'invito declinato. Il comportamento del ragazzo è stato considerato intollerabile dai Maiolo, portando Francesco a schiaffeggiarlo e a rompergli il naso, costringendolo infine a sedersi al tavolo.
Secondo gli inquirenti, questo episodio dimostra il controllo territoriale "permeante" del gruppo dei Maiolo. Angelo Maiolo si è sorpreso che il ragazzo, presente da due anni in quei luoghi, non fosse mai stato "sottoposto a controllo". Preoccupato, ha voluto far sapere ai gruppi criminali di Fabrizia l'atteggiamento irrispettoso del giovane per giustificare l'aggressione subita. Questo resoconto conferma, secondo gli investigatori, l'esistenza dell'associazione e gli atteggiamenti intimidatori e mafiosi degli arrestati.
