Modifiche al codice antimafia, introdotto il principio del "contraddittorio"
Cambiano le regole sull’interdittiva antimafia. Il nuovo decreto per l’attuazione del Pnrr riporta, infatti, modifiche al Codice Antimafia introducendo il principio del “contradditorio” per l’emissione delle interdittive antimafia e la “prevenzione collaborativa”. L'intento governativo è quello di trovare un punto di equilibrio tra prevenzione, contrasto de tentativi di infiltrazione mafiosa e l’esigenza di rispettare i tempi per i progetti previsti per il Recovery.
Nell’ultima relazione della Direzione investigativa antimafia, relativa allo scorso anno, riporta il numero di 748 interdittive antimafia emesse, delle quali 194 in Calabria, 100 in Campania, 97 in Sicilia e 64 in Lombardia.
D’altronde, il decreto è stato stilato secondo un principio ispirato al diritto dell’Unione Europea e garantisce alle imprese un contraddittorio, in un procedimento che ha effetti a lungo termine, se non indelebili, se si considera la sostanziale messa al bando dell’impresa dai rapporti con la Pubblica amministrazione. Sono fatti salvi i casi in cui ricorrano particolari esigenze di celerità del procedimento, e in ogni caso non saranno rivelati elementi che possono pregiudicare attività processuali o altri accertamenti.
Pertanto, al termine del procedimento il prefetto emetterà una liberatoria o l’interdittiva. In questo secondo caso, sarà data comunicazione – come già previsto – anche all’Autorità nazionale anticorruzione. Allo stesso tempo il governo punta a misure amministrative di "prevenzione collaborativa" per l’intento di strappare alle mafie le aziende prima che siano contaminate.
Se il prefetto accerta tentativi di infiltrazione mafiosa sono riconducibili a situazioni di "agevolazione occasionale", pone l’impresa sotto una sorta di tutela, prescrivendo l’osservanza, per un periodo non inferiore a 6 e non superiore a 12 mesi, di una serie di stringenti misure di controllo “attivo”, ad esempio dovranno essere comunicati eventuali incarichi professionali e finanziamenti. Alla scadenza delle misure, se il prefetto accerta l’assenza di tentativi di infiltrazione mafiosa rilascerà un’informazione antimafia liberatoria.
Viene, infine, previsto che il tribunale nel disporre il controllo giudiziario delle imprese precedentemente colpite da interdittiva debba sentire anche il prefetto che ha adottato il relativo provvedimento.
