Pietro Gaeta, nato a Reggio Calabria nel 1958 e in magistratura dal 1981, è il nuovo Procuratore generale della Cassazione, il capo dei pm italiani, succede a Luigi Salvato, ed è stato nominato con venti voti favorevoli - 9 sono andati al concorrente Pasquale Fimiani, e c'è stato un astenuto - dal plenum straordinario del Csm presieduto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lunga la sua carriera, culminata nella nomina ad Avvocato generale della Suprema Corte, con grande esperienza in tutti i settori del diritto, soprattutto in quello penale e dell'azione disciplinare di competenza del Pg di Cassazione, ambito che ha riorganizzato di fronte allo tsunami dello scandalo Palamara. Gaeta, che ha esperienza da requirente e da giudicante, ha "diretto" i magistrati che si sono dovuti occupare di un enorme numero di procedimenti disciplinari e di intercettazioni con il trojan nel quale sono stati captati anche politici. Per due volte, il nuovo Pg è stato distaccato come assistente di studio di tre giudici della Consulta: Flick, Modugno e Gallo, e una volta rientrato in ruolo, ha continuato a curare - senza sgravio di lavoro - il Servizio studi e massimario della Corte costituzionale.

Agli esordi della sua carriera in magistratura, iniziata in Calabria, Gaeta è stato giudice del Tribunale di Paola; pretore a Melito di Porto Salvo e a Reggio Calabria; sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria. E' stato anche sostituto procuratore presso il Tribunale di Palmi, magistrato di appello destinato alla Procura Generale presso la Corte di Cassazione, sostituto procuratore generale e avvocato generale presso la Cassazione.