Occhiuto gela Gratteri: «Sconcertato dalle gravi parole che infangano la Calabria»
Il governatore replica al Procuratore: «Votare "Sì" non significa essere complici dei poteri oscuri. Basta con la divisione tra buoni e cattivi»
Non si placa la tempesta politica innescata dalle dichiarazioni di Nicola Gratteri. Dopo le critiche dei vertici nazionali di Forza Italia e Azione, scende in campo il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale azzurro, Roberto Occhiuto, con una nota dai toni duri e profondamente amareggiati.
Occhiuto si è detto «davvero sconcertato» dalle tesi del Procuratore di Napoli, definendole affermazioni che «gettano un’ombra ingiusta su un’intera comunità». Il Governatore ha ricordato il rapporto di stima e la collaborazione istituzionale avuta con il magistrato negli anni passati, sottolineando come proprio questo legame renda ancora più incomprensibile l'uscita odierna.
«Mi risulta difficile comprendere il senso di dichiarazioni che finiscono per insultare, in modo improprio, migliaia di cittadini», ha incalzato Occhiuto, rivendicando la dignità di chi sceglierà di sostenere la riforma: «Ci sono tantissimi calabresi perbene — me compreso — che voteranno "sì", perché vogliono una giustizia più giusta, più efficiente e meno politicizzata».
Il presidente della Regione ha poi puntato il dito contro quella che definisce una deriva culturale pericolosa: «Giudico becere e pericolose le tesi giustizialiste per le quali "indagato" è sinonimo di "colpevole"». Un richiamo al garantismo che, secondo Occhiuto, non può essere derubricato a una scelta dettata da interessi oscuri o massonici.
L'appello finale del Governatore è un invito a riportare il dibattito su binari civili e democratici, abbandonando le categorie morali applicate al voto. «Basta. Ridurre il confronto a una contrapposizione tra "buoni" e "cattivi" non aiuta nessuno — ha concluso Occhiuto — e non rende un servizio né alla Calabria né all’Italia».
