Da gennaio quattro regioni a rischio "arancione": Calabria dovrebbe restare "gialla"
Nell'Italia a colori si allunga l'ombra della zona arancione. Difficile dal 27 dicembre, mentre già da gennaio potremmo assistere a uno o più passaggi in fascia intermedia di rischio. Il trend di ricoveri e terapie intensive si conferma in costante crescita (qui il bollettino Covid del 21 dicembre). Per dare un'idea, lunedì sera la percentuale di posti letto in area non critica era cresciuta in 12 regioni rispetto al giorno precedente. E dopo il ritorno in zona gialla di Friuli-Venezia e Giulia, Alto Adige, Trentino, Calabria, Veneto, Liguria e Marche spuntano ora le prime regioni a rischio zona arancione: Trentino, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Liguria. Chiariamo subito: in base a dati Agenas e tendenze quello che potrebbe succedere lunedì prossimo è solamente il passaggio in giallo di una o due regioni. Neanche scontato, fra l'altro. Ma dopo Natale e Capodanno, già dal 3 gennaio, la situazione potrebbe cambiare. Anche se il vero impatto delle feste su contagi e ospedalizzazioni lo si vedrà probabilmente al rientro dalle ferie, dal 10 gennaio in poi. E sull'evolversi dei numeri - chiave per il cambio colore delle regioni - aleggia l'incognita variante Omicron. Che sui contagi la mutazione abbia un impatto devastante è ormai chiaro. Basta vedere quello che sta succedendo fuori dall'Italia. Resta da capire quanto Omicron sul medio-lungo periodo potrà incidere sull'incremento di ricoveri, rianimazioni e decessi.
Quando si va in zona arancione
Il passaggio in zona arancione avviene nel momento in cui vengono superati tutte e tre le seguenti soglie:
- L'incidenza sfora i 150 casi per 100mila abitanti
- La percentuale di posti letto nelle terapie intensive va oltre il 20% (la Calabria, al 21 dicembre, è al 12%)
- Il tasso di ricoveri in area medica supera il 30% (la Calabria, al 21 dicembre, è al 23%)
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