Lo sviluppo del porto e la costruzione dell'ospedale: rilanciare Vibo in due mosse
A chiarirlo in una nota è il segretario provinciale della Cgil Luigino De Nardo che evidenzia come lo scalo e il nuovo nosocomio possano costituire un vero e proprio volano per il territorio.
"Una città ed un territorio che potrebbero riprendere le loro sembianze di modernità e di prospettiva sociale ed economica. Il tutto nella sfida di due grandi opere strategiche: il porto ed il nuovo ospedale. Dopo lunghi anni di paresi politica e di discernimenti di scienza mercantile locale, che hanno ridotto ad una nullità il valore portuale dello scalo di Vibo Marina, si è venuta a determinare una delle più rilevanti opportunità per il futuro del nostro territorio. La riforma del sistema portuale e della sua logistica offre alla Calabria ed a Vibo Valentia le fattive condizioni per rilanciare una vera economia del mare, in una strategica area del corridoio Mediterraneo". A chiarirlo è il segretario provinciale della Cgil a Vibo Valentia Luigino De Nardo che evidenzia come "il decreto sul nuovo sistema delle Autorità portuali, in fase di conversione, che attribuisce a Gioia Tauro l'intero ambito dei porti regionali, con l'inclusione di Messina e Tremestieri, toglie dall'isolamento e dalle visioni localistiche i piccoli porti e ne conferisce una governance con funzioni pubbliche di programmazione e pianificazione territoriale dell'ambito portuale, nonché di indirizzo,
coordinamento e controllo sulle attività svolte".
Settori da potenziare. Esistono dunque "i reali presupposti per dare al porto di Vibo Marina una espansione economica e produttiva nei due potenziali settori: quello mercantile e quello turistico". Una grande scommessa, che sarà quella di "superare una città con il porto e di progettare una città dentro il porto, comprendente i servizi, le professionalità e le qualità insediative ed ambientali del sistema urbano".
Nuovo ospedale. "Alla pari per importanza - sottolinea la Cgil - si caratterizza la strategica opera del nuovo ospedale provinciale. Una struttura fondamentale i cui lavori di costruzione potrebbero liberare ingenti economie pluriennali e definire il completamento di un nosocomio ad efficientamento delle attività sanitarie sul territorio. Una nuova e moderna struttura che quadruplica la capienza dei posti letto, ottimizzando l'utilizzo del personale e scongiurando le migrazioni sanitarie ed i rischiosi ricoveri in barella. Darà una dimensione organizzativa e gestionale per accrescere la qualità e l'offerta sanitaria a tutto beneficio dei pazienti e delle tante professionalità che ci lavorano".
I rinvii e i ritardi. Certamente la strada è tutta in salita e "nessuno ci regalerà facilmente nulla. I continui rinvii nell'avvio dei lavori - chiosa De Nardo - accrescono la generale sfiducia verso le Istituzioni, che troppo spesso mancano degli impegni e delle responsabilità assunte. Ovviamente, come Cgil ci aspettiamo le opportune chiarificazioni da parte della regione e dallo stesso presidente Oliverio, avendo anche a considerare quanto, tuttavia, è mancato nei livelli locali, che ancor più dovrebbero avere la consapevolezza di attenzionare e prodigare i bisogni del territorio. Queste due grandi opere sono la vera, e forse l'unica, condizione per rimettere in gioco lo sviluppo, la speranza ed il futuro del territorio. Il porto ha l'Autorità, l'ospedale ha il finanziamento, quello che non si ha è ben altro".
