Il segretario della Fp Cgil lancia l'allarme: "Non basta avere tanti magistrati che sfornano sentenze se poi non c’è il personale che le mette in esecuzione"

"Siamo profondamente soddisfatti per l’assegnazione di 18 nuovi magistrati tra Procura e Tribunale del capoluogo di regione, 30 in tutto se si considera il dato regionale, tuttavia siamo invece  del tutto preoccupati del fatto che non venga rimpinguata la dotazione organica del personale amministrativo". Lo afferma in una nota Bruno Talarico segretario generale del sindacato Fp Cgil per Catanzaro-Crotone e Vibo Valentia lanciando l'allarme sul rischio che  passi in sordina l’atavica carenza di personale. "Non basta avere tanti magistrati che sfornano sentenze se poi non c’è il personale che le mette in esecuzione, o tanti sostituti procuratori che indagano ma poi non c’è personale di supporto alle indagini. Da anni si assiste al continuo depauperamento del personale amministrativo degli uffici giudiziari dei due circondari di Catanzaro e Lamezia Terme, che per effetto dei pensionamenti non viene sostituito, ma anzi si assiste alla soppressione del posto in organico".

Carenze ataviche. La questione diventa ancor più grave se si considera che l’intero distretto di Corte di Appello di Catanzaro, che comprende le province di Crotone, Cosenza e Vibo Valentia, "ha gravi carenze di personale amministrativo in tutti i profili, e per far fronte a tali carenze la Corte di Appello sforna quotidianamente applicazioni per spostamenti d’ufficio di personale, a volte anche fuori provincia, quasi fossero le famose vacche di Fanfani, con una coperta che ogni giorno diventa sempre più corta. Siamo fortemente preoccupati - continua la nota- poiché dalle scarsissime e rarissime notizie che riusciamo ad avere dal Ministero della Giustizia dal prossimo concorso di Assistente Giudiziario (800 posti) la Calabria avrà si e no un ventina di unità, visto che a parere del ministero centrale i nostri uffici pullulano di personale, quando si sa che non è così.

I ritardi della giustizia. I problemi ed i ritardi della giustizia non si risolvono con le borse lavoro e con tirocini infiniti negli uffici giudiziari, sia essi di promanazione ministeriale che regionale. Occorre avviare da subito un grande piano di assunzioni di personale negli uffici giudiziari della Calabria, nel pieno rispetto delle leggi vigenti, che dia risposte in primo luogo ai cittadini, che ogni giorno chiedono giustizia, e poi ai tanti lavoratori precari che, con una borsa lavoro di appena 500 euro spesso monoreddito e capi famiglia, quotidianamente affollano le cancellerie nella speranza di un futuro migliore. Auspichiamo che la politica, sia regionale che nazionale, sappia farsi portavoce con i fatti e non con le chiacchiere da bar dello sport. Ai capi degli uffici giudiziari chiediamo di essere più pressanti ed incisivi con il Ministero centrale, più di quanto non lo siano stati fino ad ora, perché è del tutto evidente che se la protesta non parte dal territorio la speranza di avere buoni risultati è molto risicata".