Si tratta di Gregorio Niglia finito nell'inchiesta per vicende relative al narcotraffico. In concorso con Rocco Pesce, deteneva sostanza stupefacente

Dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere, sei agli arresti domiciliari e una con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. E' questo il bilancio dell'operazione "Recherche 2" eseguita questa mattina dalla Squadra mobile di Reggio Calabria e dallo Sco di Roma. Fra i destinatari delle misure, otto persone che si aggiungono alle undici fermate già il 4 aprile scorso. Emessa una nuova ordinanza nei confronti di dodici persone accusate di essere uomini di fiducia del boss Marcello Pesce ed ,in particolare ,di far parte della sua rete di protezione e della filiera comunicativa con l'organizzazione durante la sua latitanza.

I fiancheggiatori del boss. Grazie ad esse, come era emerso nel corso della prima tranche dell'inchiesta, il boss latitante riusciva ad amministrare le risorse finanziarie incamerate dalla cosca, di assegnarle ai membri del sodalizio detenuti ed ai loro familiari, oltre che di gestire, in regime di sostanziale monopolio, l'attività di trasporto merci su gomma per conto terzi, di curare i rapporti con le altre consorterie, intervenendo, a più riprese, per risolvere alcune controversie sorte all'interno della sua compagine criminale o con altre organizzazioni della 'ndrangheta.

Arresti. Le 8 persone arrestate in aggiunta a quelle fermate nell'operazione "Recherche 2" sono lo stesso Marcello Pesce, al quale sono state mosse nuove contestazioni; Pasquale Francavilla di 42 anni; Rocco Rachele di 49; Alfio Ciatto, 49 anni, di Paterno' (Ct); Gregorio Niglia di 34 di Briatico; Roccaldo Messina di 48; Andrea Villari di 25; Vincenzo Cannatà di 33. Nei confronti di Marcello Pesce, Francavilla e Rachele è stata disposta l'applicazione della custodia cautelare in carcere, mentre per Ciatto, Niglia, Villarie Cannatà quella degli arresti domiciliari. A Messina è stata applicata la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria in tutti i giorni della settimana, per favoreggiamento personale. Avrebbe fornito a Pesce ospitalità in un'abitazione nella sua disponibilità, dopo una delicata fase di spostamento del boss, braccato dalle forze di polizia, dal covo di via Mazzini a quello di via Conca d'Oro di Rosarno, così come documentato dalle telecamere di videosorveglianza degli investigatori della Polizia di Stato.

Il ruolo del latitante. A Marcello Pesce viene attribuito il ruolo di reggente dell'omonima potente cosca, "con funzioni di capo, promotore ed organizzatore - spiegano gli inquirenti - forte del status di latitante, con compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni da compiere, degli obiettivi da perseguire, delle attività economiche da avviare attraverso cui riciclare il denaro e le altre utilità provento delle azioni delittuose. Pesce è stato raggiunto da una misura cautelare anche per i delitti di intestazione fittizia , aggravati dalla circostanza di aver agevolato la cosca, di alcune ditte sequestrate il 4 aprile scorso. 

Le accuse a Gregorio Niglia. Tra le persone finite in carcere c'è anche Gregorio Niglia, detto "u Lollo", nato a Tropea ma residente a Briatico. Gravato da precedenti di polizia per violazioni della legge sulle armi e gioco d'azzardo, Niglia è coinvolto in quest'inchiesta per vicende relative al narcotraffico perché, in concorso con Rocco Pesce, deteneva, ai fini della cessione a terzi, sostanza stupefacente del tipo marijuana, superiore a quattro chilogrammi. Durante le indagini, i due sono stati ripresi dalle telecamere installate in uno dei luoghi di interesse strategico della cosca Pesce, ovvero l'azienda agrumicola le Tre stagioni (sottoposta a sequestro preventivo nell'ambito dell'operazione "Recherche 1"), mentre, in uno spiazzo dell'azienda, occultavano, in un'autovettura abbandonata, un quantitativo di 4 kg di marijuana che successivamente venivano sequestrati dagli investigatori della Polizia di Stato.

NOMI DEGLI INDAGATI

1. ROCCO PESCE, nato a Polistena (RC) il 17 marzo 1988, - custodia in carcere;
2. FILIPPO SCORDINO, nato a Rosarno (RC) il 23 agosto 1975 - custodia in carcere;
3. GIOSAFATTE GIUSEPPE ELIA, nato a Rosarno (RC) il 19 maggio 1974 - custodia in carcere;
4. ANTONIO CIMATO, nato a Cinquefrondi (RC) il 26 luglio 1984 - custodia in carcere;
5. CONSOLATO SALVATORE COPPOLA, nato a Paternò (CT) il 19 maggio 1968 - custodia in carcere;
6. CARMELO GARRUZZO, nato a Rosarno (RC) il 1 gennaio 1971 - in carcere;
7. ANTONINO PESCE, nato a Cinquefrondi (RC) il 14 aprile 1992 - in carcere;
8. SAVINO PESCE, nato a Cinquefrondi (RC) il 27 luglio 1989 - in carcere;
9. MICHELANGELO RASO, nato a Gioia Tauro (RC) il 19 dicembre 1981 - in carcere;
10. BRUNO STILO, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 21 aprile 1966 - in carcere;
11. MICHELINO MANGIURACA, nato a Taurianova (RC) il 26 aprile 1979, - arresti domiciliari;
12. ROSARIO ARMELI, nato a Cinquefrondi (RC) il 12 maggio 1983, - arresti domiciliari.


Altre 8 misure cautelari sono state emesse, sulla base di una nuova richiesta avanzata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nei confronti dei seguenti soggetti:

1. MARCELLO PESCE, nato a Rosarno (RC) il 12 marzo 1964;
2. PASQUALE FRANCAVILLA, nato a Cosenza (CS) il 7 Giugno 1975;
3. ROCCO RACHELE, nato a Rosarno (RC) il 17 marzo 1968;
4. ALFIO CIATTO, nato a Paternò (CT) il 29 aprile 1968;
5. GREGORIO NIGLIA "u Lollo", nato a Tropea (VV) l'8 aprile 1983;
6. ROCCALDO MESSINA, nato a Rosarno (RC) il 9 novembre 1969;
7. ANDREA VILLARI, nato a Cinquefrondi (RC) il 16 novembre 1992;
8. VINCENZO CANNATA', nato a Gioia Tauro (RC) il 22 ottobre1984.