Percezione indebita del reddito di cittadinanza: vibonese assolto (NOME)
Il Tribunale di Vibo Valentia ha assolto Michele Bonavota, classe 1967, perché il fatto non sussiste. L’uomo, difeso dall’avvocato Giosuè Monardo, era stato chiamato a rispondere dell’accusa di indebita percezione del reddito di cittadinanza, in relazione a una misura cautelare a suo carico nell’ambito dell’inchiesta “Rinascita Scott”.
Secondo quanto ricostruito in aula, la Guardia di Finanza aveva rilevato che Bonavota, al momento della richiesta del sussidio nel giugno 2019, fosse destinatario di una misura di custodia cautelare per reati legati all’art. 416 bis c.p. Tale condizione, secondo la normativa vigente, avrebbe comportato l’esclusione automatica dal beneficio.
Tuttavia, durante il processo è emerso un elemento determinante: già nel gennaio 2020, il Tribunale del Riesame di Catanzaro aveva annullato la misura cautelare. Questo ha portato il Giudice monocratico, dott.ssa Claudia Caputo, a riconoscere l’assenza di una condizione ostativa alla fruizione del reddito e a emettere una sentenza di assoluzione piena, in linea con le richieste sia del pubblico ministero che della difesa.
La sentenza conferma che l’omessa comunicazione della misura da parte di Bonavota non costituisce reato, poiché la stessa era stata revocata in tempi compatibili con l’accesso al sussidio. Un caso che sottolinea ancora una volta la delicatezza dell’incrocio tra giustizia penale e normativa sociale.
