Misura cautelare per Marco Startari, 35enne di Vibo Valentia, coinvolto nell’operazione antimafia denominata Maestrale-Carthago. Il Tribunale di Catanzaro - Seconda sezione penale - ha accolto la richiesta di riesame proposta dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Giovanni Vecchio e, dunque, ha annullato  la misura cautelare nei confronti del giovane di Vibo Valentia accusato di due tentativi di estorsione per i lavori di ristrutturazione della Scuola di polizia e del cimitero di Longobardi.

Episodi per i quali insieme a Startari si trovano indagati Salvatore Morelli, 42 anni, di Vibo Valentia, e Michele Galati, 44 anni, di Mileto.  Secondo la ricostruzione accusatoria, in concorso tra loro i tre avrebbero cercato di farsi versare da un imprenditore di Mileto - Pasquale Romano - una somma di denaro non meglio determinata a titolo estorsivo, così da procurarsi un ingiusto profitto con corrispondente danno per la parte offesa, non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla loro volontà.

“La suprema corte - hanno rilevato i magistrati Emma Sonni, Chiara Ierardo e Silvio Manni riuniti in Camera di consiglio - ha avuto modo di precisare che il quadro indiziario acquisito a carico di Marco Startari non è univoco nel comprovare che questi abbia tenuto una condotta di rilevanza penale nell’ambito della fase esecutiva di una vicenda delittuosa avviata da altri, essendosi il ricorrente limitato a fungere da intermediario tra le parti mafiose interessate, ossia Salvatore Morelli e Michele Galati”. Pertanto, il collegio ha ritenuto "di dover pervenire all’annullamento dell'ordinanza impugnata per difetto di gravi indizi di colpevolezza in relazione al concorso nella fattispecie estorsiva contestata a Startari".