Processo a clan Mancuso, tre confronti in aula fra cinque testi
I confronti nel processo "Black money" contro il clan Mancuso di Limbadi in corso dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia. Rimangono i contrasti nel racconto dei testi
Primo confronto. Il primo confronto ha visto l'uno di fronte all'altro l'imprenditore di Rombiolo, Michele Tramontana, testimone di giustizia, e l'avvocato vibonese (di Calimera) Francesco Massara Pugliese. Il legale, al contrario di quanto affermato da Tramontana, ha smentito di aver mai fatto da tramite fra l'imprenditore e Roberto Cuturello di Nicotera (imparentato con esponenti di primo piano della famiglia Mancuso), per il risanamento di debiti del primo verso il secondo. L'avvocato ha rimarcato poi di non aver mai subito alcuna pressione, nè di aver saputo all'epoca chi fosse Roberto Cuturello. Tramontana, dal canto suo, ha ribadito in aula che in base ai suoi ricordi l'avvocato gli avrebbe invece detto di non voler essere coinvolto in vicende del genere e che era preferibile si trovasse un altro avvocato.

Secondo confronto. E' stata quindi la volta del collaboratore di giustizia di Tropea, Domenico Cricelli, chiamato a "confrontarsi" in aula con l'imprenditore Francesco Crigna, figlio del defunto vicesindaco di Parghelia, Umberto Crigna. L'imprenditore ha spiegato di aver curato la compravendita di un terreno a Zambrone di proprietà del padre. Terreno che è stato poi acquistato dall'imprenditore turistico di Ricadi, Francesco, detto "Ciccio", Miceli. Francesco Crigna - contrariamente alla versione di Cricelli - ha raccontato in aula di non aver mai saputo di un interessamento dell'imprenditore Cricelli a quello stesso terreno ed ha poi concluso affermando di non conoscere nè il boss Antonio Mancuso, nè Domenico Scardamaglia, altro esponente del clan di Limbadi. Francesco Crigna ha infine negato di aver mai parlato con Domenico Cricelli ed ha confermato di aver venduto il terreno all'imprenditore Francesco Miceli.
Domenico Cricelli, invece, ha ancora una volta ribadito in aula di essersi rivolto all'allora vicesindaco di Parghelia, Umberto Crigna, per l'acquisto del terreno a Zambrone. "Umberto Crigna - ha spiegato Cricelli - mi disse di essere solo un prestanome di Antonio Mancuso su quel terreno. A sponsorizzarmi nell'acquisto c'era per me il gruppo di Diego Mancuso, ma Domenico Scardamaglia mi disse ugualmente di farmi da parte perchè il terreno lo doveva acquistare Ciccio Miceli per conto di Antonio Mancuso. Lo stesso Miceli mi confermò - ha concluso Cricelli - che dietro l'acquisto c'era Antonio Mancuso".

Terzo confronto. L'ultimo confronto, il più "acceso", ha visto protagonisti Domenico Cricelli e Francesco Miceli, 86 anni, originario di Spilinga ma residente a Ricadi. "Ho acquistato il terreno a Zambrone - ha dichiarato in aula Miceli - da Umberto Crigna. Non ho mai incontrato Cricelli per parlare di terreni e non è vero che ho acquistato per conto di altri. Conosco Antonio Mancuso ma non ho mai fatto acquisti di alcun genere per conto suo. Diego Mancuso, invece, non lo conosco e non ho mai parlato con lui. Ricordo invece che Cricelli è venuto in un mio villaggio a Zambrone ed ha litigato con gli operai lì presenti. Io - ha concluso Miceli - l'ho buttato fuori".
Diversa la versione di Cricelli, il quale ha sottolineato di aver incontrato a Tropea Francesco Miceli per parlare del terreno di Zambrone. "Francesco Miceli si è sempre vantato - ha affermato in aula il collaboratore - di questa sua amicizia con Antonio Mancuso ed io stesso insieme a Diego Mancuso mi sono recato due volte nel suo villaggio a Santa Maria di Ricadi per cercare di ottenere dei lavori di muratura. Miceli disse però che lì c'erano già gli zii di Diego Mancuso e non mi diede alcun lavoro".
Prossima udienza l'11 dicembre prossimo. Sotto processo si trovano: Antonio Mancuso, Giuseppe Mancuso, Giovanni Mancuso, Pantaleone Mancuso (detto "Scarpuni"), Agostino Papaianni, Ercole Palasciano, Antonino Castagna, Antonio Prestia, Antonio Velardo, Alberto Caputo, Damian Fialek, Leonardo Cuppari, Nicola Castagna, Filippo Mondella, Francesco Colacino, Domenico Musarella, Francesco L`Abbate, Pierluigi Combariati, Raffaele Corigliano, Carmela Lo Preste, Giuseppe Papaianni, Francesco Buccafusca, Pantaleone Zoccali, Carmina Mazzitelli e Ottorino Ciccarelli.
g.b.
