Due sole condanne nel processo nato dall'inchiesta sui presunti illeciti  nella realizzazione del Parco eolico di Borgia, costruito nei comuni di Girifalco, San Floro, Cortale e Maida

di GABRIELLA PASSARIELLO

Venticinque assoluzioni due condanne e un doversi procedere per intervenuta prescrizione. Si è chiuso il primo capitolo giudiziario per i ventotto imputati, tra progettisti, funzionari regionali, componenti del nucleo Via (Valutazione di impatto ambientale), imputati a vario titolo per falso e abuso di ufficio nell’ambito dell’inchiesta sui presunti illeciti nella realizzazione del Parco eolico di Borgia costruito nei comuni di Girifalco, San Floro, Cortale e Maida. Il Tribunale collegiale di Catanzaro, presieduto da Tiziana Macrì, a latere Giacinta Santaniello e Paolo Mariotti, ha condannato il progettista Rocco Cristofaro e il tecnico del Comune di San Floro Giovanni Cocerio ad un anno di reclusione ciascuno con pena sospesa e non menzione della stessa, mentre ha sentenziato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per Giuseppe Ferraro, presidente della conferenza dei servizi.

Gli assolti. Ha assolto l’ex consigliere regionale Giuseppe Graziano, all’epoca dei fatti dirigente del dipartimento regionale politiche dell’Ambiente e componente del nucleo Via (il pm aveva chiesto 2 anni e 4 mesi) Vincenzo Iacovino (il pm 2 anni e 4 mesi), Annamaria Ranieri (il pm 2 anni e 4 mesi); Salvatore Curcio, Antonino Genoese, Vittoria Imeneo, Egidio Michele Pastore, Raffaele Suppa, Domenico Vasta, Massimo Zicarelli ( il pm a loro carico aveva chiesto 2 anni di carcere ciascuno), Rosa Cavaliere, rappresentante legale della società “Borgia Wind” (il pm aveva chiesto condanne a un anno e 500 euro di multa ciascuno). E ancora Francesco Edoardo Attanasio, Nicoletta Boldrini, Massimo Bonanno, Donatella Cristiano, Stefano Curcio, Rocco De Luca, Antonino Demasi, Orlando Raffaele Mamone, Andrea Pasquale Maradei, Attilio Mazzei, Clemente Migliorino, Giovanni Misasi, Cosimo Tallarino nei cui confronti il pubblico ministero la scorsa udienza al termine della requisitoria aveva invocato un anno di carcere ciascuno.

Le ipotesi di accusa. Crollano le accuse per i componenti del nucleo Via, “rei”, di aver rilasciato un parere favorevole circa la compatibilità ambientale del progetto relativo alla realizzazione del Parco eolico “Borgia 1” presentato dalla ditta Anemos srl «falso nel suo contenuto». Avrebbero affermato che l’areainteressata dall’impianto era classificata come zona agricola, mentre era prevista, secondo le ipotesi accusatorie, una struttura ricettiva e un’area sportiva privata. Non avrebbero quindi violando le norme ambientali, ponendo atti diretti a procurare un vantaggio patrimoniale alla ditta “Anemos”, vantaggio, secondo la pubblica accusa, costituito dai profitti derivanti dal futuro utilizzo del Parco eolico e ad arrecare seri danni all’ambiente e al paesaggio. Nè avrebbero omesso di svolgere le attività istruttorie relative  alla conformità del progetto agli strumenti urbanistici, ai piani regionali e ai vincoli esistenti, così come sostenuto dai legali difensori, (nel cuo collegio compaiono i nomi di Antonella Canino, Francesco Iacopino, Aldo Casalinuovo, Giancarlo Pittelli, Adolfo Larussa), che si sono battuti per l’assoluzione dei loro assistiti.