Il boss di 'Ndrangheta che comanda dentro e fuori dal carcere
Dal carcere di Cosenza Francesco Patitucci, coinvolto nella recente operazione “Reset” che ha portato all’arresto di 202 persone, impartiva gli ordini tramite la moglie all’esterno della struttura, il suo nome era garanzia di una serie di vantaggi e privilegi. Il pentito Francesco Noblea, traccia l’identikit dell’uomo ritenuto al vertice del gruppo degli “Italiani”, come riportato dal Corriere della Calabria: «E’ lui che comanda al carcere di Cosenza, quello che dice lui si fa. Veniva la moglie tutti i giorni sotto le finestre e le dava disposizioni su ciò che doveva fare; ogni tanto veniva anche il cognato. Quando giocava a pallone e aveva lui la palla, nessuno andava a prenderglielo. Fuori non lo conosco, ma in carcere se dice “A”, è “A”».
Secondo quanto riportato ancora dal Corriere della Calabria, è il collaboratore di giustizia Luca Pellicori, invece, a raccontare il 21 giugno 2018 i dettagli di un rito di ‘ndrangheta ordinato da Patitucci all’interno del carcere di Cosenza. Nell’occasione, «attraverso Marco Abbruzzese era stata concessa la “dote” di Sgarrista a Giovanni Bertocco che se l’era “meritata” con l’uccisione di uno zio». Secondo il racconto del pentito era stato Patitucci ad affiliare Bertocco al proprio gruppo. Insomma, Patitucci è considerato uomo di spicco della cosca, il collaboratore di giustizia Roberto Violetta Calabrese – nel racconto fornito nel corso del suo interrogatorio – lo definirà «il numero uno» perché «da Patitucci dovevano passare tutti gli ‘ndranghetisti di Cosenza e provincia».
