Violenza sessuale e calunnia, medico rinviato a giudizio: il verdetto della Cassazione
Accolta la richiesta della parte civile. Le molestie risalirebbero al 2016
La Cassazione ha disposto il rinvio a giudizio, davanti al Tribunale di Lamezia, annullando senza rinvio la sentenza del Gup. Il rinvio a giudizio è stato disposto nei confronti di un medico di Lamezia Terme che nel 2016 avrebbe molestato, sul luogo di lavoro, una sua collega, medico di altro reparto. La dottoressa in un primo tempo non aveva sporto denuncia all'autorità giudiziaria, facendo, però, un dettagliato esposto al direttore sanitario che, a sua volta, aveva immediatamente investito della questione la polizia giudiziaria.
In sede di udienza preliminare, la donna, costituitasi parte civile con il patrocinio difensivo dell'avvocato Francesco Gambardella, ha chiesto, unitamente al Pm, il rinvio a giudizio del medico. Il giudice, invece, ha pronunciato una sentenza di non luogo a procedere. Da qui il ricorso in Cassazione del difensore della parte civile, che si è concluso, davanti alla Suprema Corte, nell'udienza del 28 marzo. In sede di discussione, il Procuratore Generale della Corte di Cassazione ha chiesto l'accoglimento del ricorso della parte civile, l’avvocato Gambardella, per la parte civile, ha insistito nell'accoglimento del proprio ricorso, mentre il difensore dell'imputato ha chiesto che il ricorso della parte civile venisse rigettato o dichiarato inammissibile. Nella tarda serata la Corte di Cassazione ha pronunciato sentenza con cui ha accolto il ricorso della parte civile, annullando senza rinvio la sentenza del Gup, e disponendo il rinvio a giudizio del medico davanti al Tribunale di Lamezia Terme per i reati di violenza sessuale e calunnia.
