Non si è fatta attendere la reazione italiana dopo la 'gaffe' di Christine Lagarde, che ieri ha detto di non volersi occupare dello spread dei diversi Paesi.  "L'Italia sta attraversando una condizione difficile - ha tuonato il presidente Mattarella - e si attende iniziative di solidarietà, non mosse che possono ostacolarne l'azione". Il premier Giuseppe Conte rincara: "In questo momento di difficoltà non tollereremo dai Paesi europei logiche astratte". All'attacco anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: "La Bce non ci ha aiuta e provoca un tonfo in Borsa".

Le rassicurazioni di Bce e Ue


La presidente dell'Eurotower ha poi corretto il tiro: "Sono impegnata a evitare qualsiasi frammentazione in un momento difficile dell'area euro". E ha specificato che gli strumenti della Banca Centrale Europea "sono disponibili per l'Italia". Rassicurazioni arrivano oggi dal capo economista della Bce Philip Lane: "Siamo pronti a fare di più e ad adottare tutti i nostri strumenti, se necessario, per assicurare che gli alti spread che vediamo oggi non mettano in pericolo la trasmissione della nostra politica monetaria in tutti i Paesi dell'Eurozona". Lane annuncia la possibilità di taglio di tassi e di acquisti mirati di bond, eventualità rilanciata dal governatore Visco.

Interviene anche la Commissione europea. L'Ue è pronta ad "attivare la clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità che consentirà una politica di sostegno fiscale più generale", rende noto il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis.

Dombrovskis e Gentiloni scrivono al ministro Gualtieri: "Ogni misura 'una tantum' sulla spesa, decisa in relazione alla risposta alla pandemia, sarà esclusa per definizione dal computo del deficit strutturale. La Commissione Ue valuterà ogni possibile richiesta sotto la 'clausola eventi imprevisti', usando il massimo della flessibilità". Euforica la reazione delle Borse.

Ancora più diretta la presidente Von Der Leyen: "Siamo pronti ad aiutare l'Italia con tutto quello di cui ha bisogno, il prossimo potrebbe essere un altro Stato membro".

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