Faccia a faccia tra i medici vibonesi ed il commissario questa mattina in Prefettura. All'incontro parteciperà anche il dg dell'Asp di Vibo Valentia

di MIMMO FAMULARO

Tutti in Prefettura. Il commissario per l'attuazione del piano di rientro dal deficit sanitario Massimo Scura, il direttore generale dell'Asp Angela Caligiuri, i primari dell'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. In scena entra il prefetto Carmelo Casabona, determinato a trovare una soluzione al braccio di ferro tra i medici vibonesi e l'ingegnere. Già fissato l'appuntamento. Le parti si vedranno questa mattina alle ore 10 al quarto piano dell'Ufficio territoriale del Governo. A prendere l'iniziativa è stato proprio il prefetto di Vibo Valentia che, allo scopo di sbloccare la situazione, ha deciso di convocare il commissario Scura e di avviare un dialogo costruttivo con i direttori delle Unità operative dello Jazzolino che hanno rassegnato le dimissioni dal ruolo e dall'incarico nei giorni scorsi nelle mani del ministro Beatrice Lorenzin.

La difesa del commissario. Il commissario Scura contattato da Zoom24 ha spiegato che le motivazione addotte dai 18 medici dimissionari riguardano solo tangenzialmente il decreto 30: "Si attacca il documento perché chiude 50 strutture complesse e manda a casa 50 primari o facenti funzioni ma si perde di vista l'aspetto fondamentale: si aumentano i posti letto e, di conseguenza, il personale medico e infermieristico".

La posizione dei primari.  Non arretrano di un millimetro e vanno avanti nella loro protesta i primari. Dopo la durissima lettera inviata al ministro Lorenzin con la quale i direttori delle Unità operative dello Jazzolino hanno preannunciato le dimissioni dal ruolo e dall’incarico, si sta preparando adesso un nuovo documento da presentare questa volta alla struttura commissariale. Al suo interno saranno contenute le necessarie modifiche da effettuare per evitare il “default” dell’assistenza e delle prestazioni a Vibo e dintorni.  “Questo decreto contiene delle assurdità e va assolutamente cambiato” hanno tuonato anche questa mattina all’unisono i primari riuniti in assemblea all’ospedale di Vibo Valentia. “La nostra – hanno rimarcato – non è una protesta a tutela del posto da primario, ma un’iniziativa tesa solo ed esclusivamente a difendere la sanità sul nostro territorio. Tagliare le unità operative significa, infatti, penalizzare l’assistenza e ridurre sensibilmente la qualità delle prestazioni”.