Rapimento della piccola Sofia, la Procura chiede l’archiviazione per Moses Omogo
Per gli inquirenti l’uomo, marito di Rosa Vespa, sarebbe stato totalmente estraneo al sequestro
La Procura di Cosenza ha chiesto l’archiviazione della posizione di Moses Omogo, 43 anni, di origine nigeriana, indagato per concorso nel sequestro della piccola Sofia, rapita il 21 gennaio dello scorso anno all’interno della clinica privata “Sacro Cuore”. La richiesta è stata avanzata dal pubblico ministero Antonio Tridico, titolare dell’inchiesta, che ha ritenuto insussistenti elementi utili a sostenere l’accusa nei confronti dell’uomo.
Omogo, marito di Rosa Vespa, era stato arrestato nelle ore immediatamente successive al ritrovamento della neonata, per poi essere scarcerato dal Gip già nelle prime fasi dell’indagine. Gli approfondimenti investigativi successivi – tra cui l’analisi dei tabulati telefonici, delle conversazioni WhatsApp, delle immagini di videosorveglianza della clinica e due interrogatori – hanno escluso un suo coinvolgimento nel piano criminoso.
Secondo la ricostruzione della Procura, Omogo sarebbe stato totalmente ignaro dell’azione della moglie, che avrebbe agito da sola, spinta dal desiderio di avere un figlio. Rosa Vespa, tuttora agli arresti domiciliari, è ritenuta l’unica responsabile del rapimento. La richiesta di archiviazione ora passa al vaglio del giudice per le indagini preliminari.
