Sanità in Calabria: paziente oncologica costretta a rivolgersi ai Carabinieri per un farmaco salvavita
Una giovane paziente oncologica di Bagnara Calabra ha dovuto rivolgersi ai Carabinieri per ottenere un farmaco salvavita introvabile in tutta la Calabria. «Un episodio drammatico, che riaccende i riflettori sullo stato critico della sanità regionale».
A denunciarlo è Giuseppe Panetta, segretario della Federazione Metropolitana del Partito Democratico di Reggio Calabria, che parla senza mezzi termini di “fotografia impietosa di un sistema che non funziona più”.
«Quando un malato è costretto a cercare aiuto fuori dalle strutture sanitarie per avere un medicinale prescritto da un centro oncologico d’eccellenza — dichiara Panetta — significa che il diritto alla cura è ormai negato. E questo non è un episodio isolato, ma il sintomo di una crisi profonda che continua a colpire i più fragili».
Secondo il rappresentante dem, la catena di approvvigionamento dei farmaci in Calabria sarebbe ormai al collasso: «Le forniture arrivano in ritardo, le farmacie ospedaliere sono spesso sprovviste dei medicinali essenziali, e anche i farmaci oncologici subiscono interruzioni inaccettabili. È un fallimento gestionale — afferma Panetta — che mette a rischio vite umane e smentisce gli slogan sull’efficienza propagandati negli ultimi anni dal presidente Occhiuto».
Panetta punta il dito anche contro le politiche di risanamento finanziario applicate al sistema sanitario regionale: «Il piano di rientro dal debito non può tradursi in tagli ai servizi o nella negazione delle cure. I bilanci non si aggiustano risparmiando sulla salute dei cittadini, ma con competenza, programmazione e rispetto per la vita delle persone».
Il segretario metropolitano del PD chiede un intervento urgente: «Serve garantire l’approvvigionamento regolare dei farmaci e attivare un monitoraggio pubblico e trasparente delle forniture in ogni Asp calabrese. Non possiamo più tollerare che i cittadini si ammalino due volte: di malattia e di inefficienza».
E conclude con un appello diretto: «La Calabria non ha bisogno di slogan, ma di una sanità che funzioni davvero. Restituire dignità al diritto alla cura è il primo passo per restituire dignità all’intera regione».
