È il secondo parroco che in Italia viene scomunicato per avere seminato zizzania, alimentando dubbi di fede tra i fedeli e diffondendo falsità sul fatto che Papa Francesco sia stato eletto nel 2013 con una procedura invalida, al pari di un 'anti Papa' di epoca medievale, praticamente un «usurpatore».

Don Ramon Guidetti, ex titolare della parrocchia di San Ranieri a Guasticce, nel Livornese, è stato allontanato dal vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti per avere sostenuto questa tesi blasfema che è assai diffusa tra i detrattori di Papa Bergoglio, al punto da circolare da diversi anni. Prima di don Ramon anche il palermitano don Alessandro Minutella sei anni fa era stato sanzionato nello stesso modo «per aver commesso il delitto contro la fede e l'unità della Chiesa, in quanto scismatico» fino alle sue dimissioni allo stato clericale nel 2022.

La scomunica del prete livornese, scrive Il Messaggero, è avvenuta a Capodanno, con un atto formale recapitato al sacerdote in canonica per avere parlato in termini sacrileghi della figura del pontefice regnante durante una omelia di commemorazione per Benedetto XIV ad un anno dalla sua scomparsa.

L' atto porta la firma del cancelliere della diocesi, don Matteo Giavazzi. Nel testo viene spiegato che «ha pubblicamente compiuto un atto di natura scismatica, rifiutando la sottomissione al Sommo Pontefice e la comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti». Per questo motivo, continua l'atto «Simone Giusti, Vescovo della Diocesi di Livorno, in data odierna 1 gennaio 2024, ha emesso un decreto» annunciando che «don Ramon Guidetti è incorso ipso facto nella scomunica latae sententiae». Il che significa sospensione a divinis e rimozione dall'ufficio di parroco. Naturalmente si avvertono i fedeli a non partecipare a eventuali sue celebrazioni o ad altre pratiche di culto, «perché essi incorrerebbero ipso facto nella gravissima pena della scomunica».