Truffe agli anziani, i Carabinieri salgono in cattedra: «Non aprite quella porta»
Grande partecipazione a Rombiolo per l’incontro con i militari dell'Arma. Dal finto incidente del nipote ai raggiri sul web: ecco i consigli per difendersi dai malintenzionati
Una parrocchia gremita per imparare a difendersi. Prosegue senza sosta la campagna di sensibilizzazione dell’Arma dei Carabinieri contro il fenomeno delle truffe, un reato odioso che colpisce con frequenza le fasce più vulnerabili della popolazione. Nei giorni scorsi, i locali della parrocchia di San Michele hanno ospitato un vertice operativo tra cittadini e forze dell'ordine, reso possibile grazie alla collaborazione del parroco, Don Pasquale Sposaro.

A guidare l'incontro sono stati il Maresciallo Salvatore Ingenito e il Brigadiere Andrea Calagna, della locale Stazione Carabinieri. I militari hanno illustrato nel dettaglio il modus operandi dei truffatori, che spesso agiscono facendo leva sugli affetti più cari.
Il copione è quasi sempre lo stesso: una telefonata concitata in cui si simula un grave incidente stradale o un problema giudiziario occorso a un figlio o a un nipote. «L’obiettivo è generare panico e urgenza — hanno spiegato i carabinieri — spingendo la vittima a consegnare denaro o gioielli in cambio di una finta risoluzione del problema».
L'evento ha registrato un clima di forte interazione. Molti i cittadini che hanno preso la parola per raccontare episodi vissuti in prima persona o per chiedere chiarimenti sulle insidie telematiche. Internet e i social network, infatti, rappresentano la nuova frontiera del raggiro, con messaggi truffaldini che tentano di sottrarre dati sensibili o codici bancari.
Al termine del dibattito, i militari hanno ribadito alcune regole d'oro fondamentali per la sicurezza quotidiana: diffidare di richieste di denaro improvvise o insolite, non aprire la porta a sconosciuti che si spacciano per tecnici o funzionari senza previo appuntamento, verificare sempre le notizie ricevute contattando direttamente i familiari interessati e, infine, chiamare il 112 al minimo sospetto.
L’incontro si è concluso con un messaggio di vicinanza: le caserme dell’Arma restano un presidio aperto e un punto di riferimento costante per chiunque si trovi in difficoltà o abbia bisogno di un semplice consiglio.
