'Ndrangheta a Tropea: "Odissea", assolto in appello Pasquale La Rosa
Sentenza della Corte d'Appello di Catanzaro dopo un precedente annullamento con rinvio della Cassazione operato nel 2010. L'operazione era scattata nel settembre del 2006
di GIUSEPPE BAGLIVO
Assolto per la seconda volta in appello (a 10 anni dal blitz) dall'accusa di associazione mafiosa Pasquale La Rosa, 51 anni, di Tropea, indicato dagli inquirenti come il “braccio economico” dell'omonimo clan La Rosa guidato dal fratello Antonio, alias "Ciondolino", già condannato in via definitiva per il reato di associazione mafiosa. Ad assolvere Pasquale La Rosa è stata la Corte d'Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Gabriella Reillo, che si è pronunciata nell'ambito dell'operazione "Odissea" dopo che la Cassazione il 12 luglio del 2010 aveva annullato con rinvio un precedente verdetto assolutorio di secondo grado. In primo grado, invece, al termine del giudizio con rito abbreviato, Pasquale La Rosa era stato condannato a 4 anni e 6 mesi per il reato di associazione mafiosa.

La Cassazione, nell'annullare con rinvio la precedente assoluzione, aveva sottolineato che le motivazioni dei giudici d'appello su alcuni punti non davano conto dei motivi per i quali si era giunti al verdetto assolutorio. Oggi, quindi, la nuova assoluzione per Pasquale La Rosa difeso dall'avvocato Giovanni Vecchio. L'accusa aveva chiesto una condanna a 6 anni di reclusione.
L'operazione antimafia "Odissea" era scattata nel settembre del 2006 con il coordinamento dell'allora pm della Dda di Catanzaro, Marisa Manzini, ed il supporto investigativo della Squadra Mobile di Vibo Valentia all'epoca retta da Rodolfo Ruperti e dal suo Fabio Zampaglione. Le accuse nei confronti di Pasquale La Rosa si basavano in prevalenza sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Domenico Cricelli di Tropea. Nei confronti di altri imputati, invece, l'impianto accusatorio era stato "costruito" dagli inquirenti sulla scorta delle dichiarazioni dei coniugi Giuseppe Grasso e Francesca Franzè, imprenditori di Briatico poi divenuti testimoni di giustizia. Le dichiarazioni di tali ultimi due testimoni hanno retto solo parzialmente nell'ambito dell'operazione "Odissea" , posto che per una ventina di imputati sono cadute le aggravanti mafiose ed il gup del Tribunale di Vibo Valentia ha assolto (deve ancora essere fissato il giudizio d'appello) tutti gli imputati ritenendo non riscontrate le dichiarazioni dei coniugi Grasso-Franzè, mentre in altro troncone processuale rimasto di competenza della Dda (Gasparro, Colacchio, Cavallaro ed altri) si è registrato un annullamento con rinvio ad opera della Cassazione.

Per quanto riguarda Pasquale La Rosa, oggi assolto dall'operazione "Odissea", lo stesso è stato invece condannato il 30 giugno 2015 a 5 anni di reclusione dalla Corte d’Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Giancarlo Bianchi, al temine dell'operazione antimafia denominata "Peter Pan" condotta dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia nel dicembre del 2012 con il coordinamento della Squadra Mobile di Catanzaro.
