La Calabria al secondo posto in Italia per numero di intimidazioni e minacce ad amministratori
La “maglia nera” per il numero più alto di intimidazioni e minacce agli amministratori locali resta al Sud Italia, ma il fenomeno è in aumento nel Centro-Nord, in particolare nel Lazio e in Lombardia: è quanto emerge dal rapporto dall’Associazione “Avviso pubblico” sugli “Amministratori sotto tiro”, presentato oggi al Parlamento Ue a Bruxelles su iniziativa dell’eurodeputata di Possibile, Elly Schlein. “Cinque anni fa gli atti intimidatori totali nel Centro-Nord erano uno su cinque, oggi sono uno su tre. Il fenomeno sta emergendo in maniera forte»" ha sottolineato il co-autore del rapporto, il giornalista Claudio Forleo.
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La classifica. È la Sicilia la Regione con il numero più alto di intimidazioni e minacce nel periodo tra il 2013 e il 2017, con 396 casi censiti, seguita da Calabria (328), Puglia (312), Campania (305) e Sardegna (193). La fotografia cambia lievemente se si prendono i dati sul 2017, con la Campania in cima la classifica (86 casi segnalati) prima della Sicilia (79). Nel Centro-Nord la “maglia nera” per i casi tra il 2013 e il 2017 va al Lazio (127), seguita dalla Lombardia (96). I numeri aumentano anche a livello complessivo. Dal 2011, anno della prima edizione del rapporto, gli atti intimidatori sono cresciuti del 153%. Nel 2017 sono stati censiti 537 i casi da “Avviso Pubblico”, uno ogni 16 ore. “Ora più che mai - ha sottolineato Schlein - credo sia importante mostrare la nostra solidarietà agli amministratori locali in Italia e in tutta Europa. Costruire una rete di vicinanza è lo strumento migliore contro il metodo mafioso, che mira a isolare le sue vittime”.
