Il risveglio delle città calabresi a poche ore dall'annuncio in diretta del presidente del consiglio Giuseppe Conte di "restare a casa"? Anche nella nostra regione cresce la paura di rimanere infettati dal coronavirus. Da oggi, tantissimi cittadini e dipendenti di negozi e supermercati hanno deciso di indossare mascherine e guanti. La paura da coronavirus si fa sentire, le persone sono impaurite dal clima creatosi e con le attività scolastiche già sospese di gente in giro ce n'è davvero poca.


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L'assalto ai supermercati. Cosenza, Reggio Calabria, Vibo Valentia. Sono solo tre esempi di città in cui i calabresi hanno letteralmente preso d'assalto i supermercati. Lunghe file per entrare con ingressi ed uscite contingentate e in alcuni luoghi, non tutti, personale che prova a far rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro tra le persone. "Stamattina - racconta una dipendente di un noto supemercato vibonese - c'è stata parecchia confusione. Neanche a Natale abbiamo visto così tanta gente".

Fra poche ore il "coprifuoco". Le città, già semi deserte (a Vibo stamattina uno dei bar più frequentati alle ore 12:00 era deserto), si apprestano fra poche ore, con la chiusura degli uffici e con la chiusura dei locali alle ore 18:00, a trasformarsi in luoghi "fantasma". Ci sarà però la possibilità di andare a ritirare del cibo d'asporto nei locali che hanno deciso di rimanere aperti garantendo il servizio di ristorazione.

La circolazione sulle strade. Uscire di casa solo per urgenze: motivi di lavoro, fare la spesa, comprare farmaci. Si può uscire a fare una passeggiata nei parchi ad esempio, ma senza accalcarsi. L'impressione, però, è che sulle strade calabresi i controlli siano partiti, ma non così stringenti. Insomma, la gente, in queste prime ore di "blocco" si muove ancora più o meno liberamente con la propria autovettura.

E i centri commerciali? Sono aperti dal lunedì al venerdì, ma stamattina il Vibo Center di Località Aeroporto alle porte di Vibo si presentava deserto.