Il colonnello dei Carabinieri Luca Romano lascerà a breve Vibo Valentia. Per lui una promozione: sarà Comandante del reparto operativo di Monza, un "comando di serie A" come l'ha definito un carabiniere presente questo pomeriggio nella chiesa di Santa Maria La Nova di Vibo, dove il colonnello Romano ha chiesto di celebrare una messa in onore della famiglia. Una celebrazione necessaria "per coronare questo tempo trascorso qui a Vibo - ha detto monsignor Enzo Varone - e per ringraziare per tutto quello che magari nessuno ha visto o ha conosciuto del suo lavoro, perché molte cose si vivono nell'interiorità". Una chiesa colma di cittadini - tra cui molti rappresentanti delle istituzioni come il vicepresidente della Regione Calabria Nino Spirlì, il sindaco Maria Limardo e il presidente della Provincia Salvatore Solano - venuti per salutare un importante membro dell'Arma che ha dato tanto alla città di Vibo Valentia.




Rinascita Scott e la nuova sede dei Carabinieri


Luca Romano è arrivato a Vibo tre anni fa, nel 2017, per assumere l'incarico di comandante del Reparto operativo dei Carabinieri. Ha avuto un ruolo di primo piano nella maxi inchiesta antimafia coordinata dalla Dda di Catanzaro "Rinascita Scott", per il quale il Consiglio comunale di Vibo gli ha assegnato un encomio solenne. A lui va anche il grande merito di essersi battuto per far avere al Comando provinciale dei Carabinieri una nuova sede, maggiormente idonea (da tanti anni i militari vivono in una caserma sottodimensionata), che sorgerà nel centro storico così com'era in passato.

Il ringraziamento alla città


"Grazie Signore per aver voluto che la mia strada passasse per questa città"  ha affermato il colonnello Romano nel suo discorso di questo pomeriggio, occasione nel quale è stato omaggiato, da parte del Comando provinciale, con un'opera di Antonio La Gamba. "Non vi è soddisfazione lavorativa - ha continuato - che questa esperienza non mi abbia consegnato. Eppure oggi tutti questi obiettivi non hanno importanza, perchè mentre percorrevo la mia strada tu Signore hai permesso di far entrare nella mia vita le persone di questa comunità, consentendo a me e alla mia famiglia di essere parte integrante di essa".

L'identità di questa terra


"Oggi io posso e devo testimoniare - ha spiegato Romano - che pur avendo dovuto per anni ascoltare e osservare il male prima di colpirlo, al punto che alcuni di noi sono rimasti intrappolati in quella visione malvagia, non è questa l'identità di questa comunità. Le persone che mi hanno accompagnato ogni giorno, dandomi il pane da mettere sulla tavola della mia famiglia, il caffè per scandire le giornate, il sostegno medico per i momenti di difficoltà, e le stesse e tante altre che hanno donato a me e alla mia famiglia un sorriso e un saluto gentile e hanno riposto in noi Carabinieri fiducia e speranza, queste persone - che sono la stragrande maggioranza - sono loro l'identità di questa città, di questa terra". "Consentitemi infine di concludere - ha detto terminando il suo discorso - affermando in tutta sincerità che può più una preghiera con il cuore dell'ultimo dei peccatori tra noi che la più grande delle operazioni di polizia, ne sono assolutamente certo".