Europarlamentarie del Movimento Cinque Stelle, a Vibo la corsa alla candidatura è "un affare" di famiglia
Il 26 maggio si vota per le elezioni europee. Mentre i cosiddetti partiti tradizionali scelgono i candidati nelle segrete stanze delle segreterie nazionali e nel circoli ristretti e per pochi intimi a livello regionale, il Movimento Cinque Stelle si affida al voto online.
Risultati in Calabria. In Calabria tra i dieci potenziali candidati che hanno superato il primo turno c'è Diego Antonio Nesci, tropeano doc, nonché fratello della deputata pentastelata Dalila Nesci. La parlamentare grillina, da perfetta sconosciuta, si candidò alle parlamentarie e nella piattaforma del movimento risultò la più votata in Calabria e con appena 77 preferenze ottenute blindò l'elezione alla Camera dei deputati grazie alla collocazione al primo posto nella lista bloccata del Movimento Cinque Stelle. Il "miracolo" si è ripetuto, poi, cinque anni dopo. Nel febbraio 2018, allorché oltre al primo posto nel proporzionale (quindi rielezione sicura) la Nesci ha provato a misurarsi direttamente con l'elettorato ma il collegio, uno dei pochi in un Mezzogiorno travolto dall'onda grillina, lo ha vinto l'alfiere del centrodestra Wanda Ferro. Sempre nel 2018 balzò agli onori della cronaca politica locale e nazionale con la proposta di portare la cultura della meditazione, dell'ascolto interiore e dell'auto-conoscimento dentro i palazzi della politica, magari con l'istituzione di una Sala di Meditazione dentro la Camera dei deputati.
Dopo Dalila, ora è la volta di Diego Antonio a provare la scalata ai palazzi del potere. Aspirazione legittima e crediamo che il ragazzo abbia messo in conto di essere etichettato come il "fratello di" e di esporsi ai prevedibili attacchi: un partito che intende moralizzare la politica nazionale che gestisce le candidature come se fossero "affari di famiglia". In ogni caso l'avventura del piccolo Nesci è finita ancor prima di cominciare. Al secondo turno della consultazione online, infatti, il rampante fratello della passionaria tropeana a cinquestelle non c'è l'ha fatta: con 430 voti, è risultato 29esimo su 60 candidati di tutto il Meridione (Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise e Campania) e quindi non sarà tra i candidati ufficiali delle prossime elezioni Europee.
La difesa. Il diretto interessato non ci sta e sul suo profilo spiega: "Grazie a Dio la decisione non spetta ad un singolo ma alla comunità degli iscritti al M5S. La politica è il problema certo, ma solo attraverso la politica potremo uscirne. In generale, indebolire e delegittimare la politica è il gioco dei "poteri di questo mondo", oggi le oligarchie finanziarie, che profittano della situazione per perseverare nello “sfruttamento dell’uomo sull’uomo”. Questo tipo di "mondo" diviso fra super ricchi l’1% e il Popolo 99% (dati Oxfam: non serve essere complottisti), si tiene, su un'inerzia mentale, sulla guerra infinita tra “i poveri” basata sulla non consapevolezza. Vorrei che qualcuno mi attaccasse per le mie idee e non per un pregiudizio. Sono un figlio del Sud, del popolo, che sta cercando di dare un contributo al MoVimento 5 Stelle, che seguo sin dal lontano 2011. A chi mi accusa gratis dico: avvicinatevi alla politica con spirito di servizio attraverso qualsiasi strumento ed abbiate il coraggio di mettere in gioco le Vostre idee. Il mezzo non conta se il fine resta la libertà e i diritti per la dignità di tutte le persone. Quanto a me, i miei genitori mi hanno insegnato questo adagio: “Male non fare, paura non avere”".
