Dalle rapine nelle banche alla spaccio di droga, 10 arresti nella piana di Gioia Tauro (NOMI)
Dieci misure cautelari: cinque ai domiciliari, cinque in carcere. Sono i numeri dell'operazione denominata "Alba Rosa" condotta dalla polizia nella piana di Gioia Tauro sotto il coordinamento della Procura di Palmi.
Le accuse. I dieci indagati, prevalentemente di Rosarno, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati in materia di sostanze stupefacenti, tentata rapina; ricettazione e detenzione e porto illegale di arma da taglio. Il provvedimento è il risultato di complesse indagini condotte dal Commissariato di PS di Taurianova, con il coordinamento della Squadra Mobile e che erano state avviate nell'agosto del 2016 dopo un tentativo di rapina ai danni del Monte dei Paschi di Siena, filiale di Taurianova. Le indagini avevano anche consentito di accertare come i soggetti in questione - in concorso con altre persone di Rosarno e dei paesi limitrofi - fossero impegnati in una notevole serie di attività delittuose, concernenti soprattutto lo spaccio di sostanza stupefacente.
I nomi. Ai domiciliari sono finiti Luciano Ascone, 47 anni di Cinquefrondi (già detenuto in carcere per altra causa); Raffaele Cambria, 27 anni d Rosarno; Francesco Fiumara, 27 anni di Rosarno, Benito Palaia, 39 anni di Rosarno, Giuseppe Lucà, 40 anni; In carcere: Angelo D'Agostino, 36 anni di Rosarno; Vilasi Mitrushi, alias Orest, 43 anni (già detenuto); Francesco Papasidero, 38 anni di Rosarno; Salvatore Pepe, 33 anni di Rosarno (già detenuto); Fabio Scarfò, 27 anni di Candidoni (già detenuto)
Operazione Alba rosa. Nel corso di tali attività gli indagati mantenevano contatti con soggetti dimoranti nel nord Italia, in Puglia, e anche con soggetti di nazionalità albanese, con i quali organizzavano compravendite di sostanza stupefacente. L'indagine non ha consentito di accertare la sussistenza di un'associazione unitaria che reggesse le fila dei traffici illeciti emersi, documentando piuttosto l'esistenza di singole trattative, singoli affari, a cui di volta in volta si interessavano solo alcuni dei soggetti indagati. Al termine delle formalità di rito, i destinatari dei provvedimenti sono stati messi a disposizione dell'autorità giudiziaria.
