Coronavirus in Calabria: "I contagiati potrebbero essere molti di più"
In Calabria i contagiati reali, al di là di quelli indicati nei dati ufficiali diffusi dalla Regione, potrebbero essere molti di più. "La diffusione dell’epidemia in Calabria potrebbe essere 6 volte più elevata rispetto al valore che si osserva e addirittura in provincia di Catanzaro 12 volte rispetto a valore osservato". A porre il dubbio sui pochi contagiati calabresi è Giuseppe De Bartolo, professore di demografia all'Unical, che ha pubblicato un'analisi sul portale di divulgazione economica "Open Calabria". Secondo lo studioso è quindi necessaria "molta cautela" circa tempi e modi di riduzione delle misure di isolamento.
Le mancanze dei dati ufficiali. De Bartolo sottolinea sin da subito come "seguire l’andamento di questa pandemia non è semplice nemmeno per gli addetti ai lavori, perché le misure delle variabili utilizzate danno comunemente una visione parziale della realtà". E lo spiega con qualche esempio: "Ricordiamo che il numero dei contagiati forniti di volta in volta dalla Protezione civile riguarda soltanto i casi 'conclamati', cioè coloro che sono stati sottoposti a tampone; di conseguenza da questa conta mancano gli asintomatici e coloro che comunque non si rivolgono alle strutture pubbliche. Inoltre, anche le statistiche dei deceduti, che dovrebbero essere quelle più robuste, registrano soltanto i 'tamponati' e non gli altri".
Discussioni su fase 2 solo utilizzando diffusione reale del virus. Secondo il professore dell'Unical, conseguentemente, per avviare la fase due sarebbe in ogni caso indispensabile "una stima accettabile della diffusione reale del virus sul territorio, che però solo un campione rappresentativo della popolazione può fornire. Nelle more, anche se con molte cautele, un’idea della diffusione del virus può aversi in base al numero dei contagiati e dei decessi osservati, adottando un’ipotesi sulla letalità effettiva del virus che, come hanno evidenziano gli studi finora condotti, varierebbe" da Stato a Stato con uno scarto abbastanza ampio, tanto da andare "dal valore di 0,66% per il caso cinese, a 0,90% per il Regno Unito, a 1,14% stimato dall’ISPI per l’Italia"
Probabili scenari della diffusione del virus in Calabria. Tenendo conto del rapporto tra il tasso di letalità osservato (TLO) e quello effettivo (TLE), conclude De Bartolo, si può arrivare a rappresentare il numero dei contagi “reali”: "I risultati di questo semplice calcolo, peraltro già utilizzato per l’Italia intera, ci restituisce un quadro che per la nostra regione è molto preoccupante: la diffusione dell’epidemia in Calabria sarebbe sei volte più elevata rispetto al valore che si osserva e addirittura in provincia di Catanzaro dodici volte rispetto a valore osservato, anche se in questo caso i dati di riferimento riguardano anche soggetti provenienti da altre strutture e provincie".

